Sabato 10 Ottobre 2009
| Ecumenico: Di tutto il mondo. - Universale, che supera le divisioni fra confessioni cristiane e aspira al recupero dei valori comuni di fede. |
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Le lacrime di San
Lorenzo
di Justine Bellavita
La notte del 10 agosto, ogni anno, gli occhi
degli italiani nel mondo si rivolgono speranzosi al cielo, per cogliere
al volo una stella cadente.
Se scientificamente la caduta delle stelle è da imputarsi
al passaggio, all'interno dell'orbita visiva terrestre, degli asteroidi
della costellazione Perseo (detti appunto Perseidi), culturalmente
la pioggia di stelle è stata elaborata in modo più
poetico.
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Questa notte è infatti, da tempi immemori,
dedicata al martirio di San Lorenzo, dal III secolo sepolto nell'omonima
basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal
santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli,
e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì,
creando un'atmosfera magica e carica di speranza.
In questa notte, infatti, si crede si possano avverare i desideri
di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di San Lorenzo,
e ad ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca "Stella,
mia bella stella, desidero che
", e si aspetta l'evento
desiderato durante l'anno.
Nell'immagine a fianco:"San Lorenzo" e gli strumenti
del suo
martirio, dallo sportello dell'altare di
Grungnland, Francoforte, Istituto Stadel
Nella tradizione popolare, le stelle del 10 agost
o sono anche chiamate fuochi di San Lorenzo, poiché
ricordano le scintille provenienti dalla graticola infuocata su
cui fu ucciso il martire, poi volate in cielo. Anche se in realtà
San Lorenzo non morì bruciato, ma decapitato, nell'immaginario
popolare l'idea dei lapilli volati in cielo ha preso piede, tanto
che ancora oggi in Veneto un proverbio recita "San Lorenzo
dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti"."San
Lorenzo" martirizzato, in un dipinto do P.P. Rubens, Monaco,
Alte Pinakothek
Questa tradizione è così radicata e evocativa che anche il grande poeta Giovanni Pascoli vi dedicò un canto, chiamato X agosto, in cui rievocò la morte del padre ucciso in un'imboscata proprio quel giorno.