cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

GLI ANNI '90

GLI ANNI '90

Quest'ultimo decennio del XX secolo si è aperto in Italia e nel mondo, con una serie di grossi mutamenti, imposti da un generale disagio nella società civile e nelle istituzioni.
Economicamente, la crescita produttiva, che negli Anni '80 aveva rinviato la discussione di alcuni problemi, si è arrestata all'inizio del 1990. Le grandi aziende nazionali, come FIAT e Olivetti, hanno perso di competitività a livello internazionale, aggravate da problemi dell'Amministrazione italiana e da un'inflazione al di sopra della media europea.

La crescita della criminalità organizzata
L'Italia ha rischiato, inoltre, di restare esclusa dal processo di integrazione Europa, anche a causa della sempre maggiore offesa della criminalità organizzata in Sicilia, Calabria e Campania, ed in parte minore anche in Puglia.
In queste regioni, nel 1991 sono stati commessi il 75% dei reati di sangue del Paese, e le organizzazioni criminali, sostenute da un'ampia rete di complicità, sono riuscite in alcuni casi, anche ad esercitare una grande influenza sul territorio, sulla politica e sull'economia locali.
La lotta alla mafia è stata sempre più decisa, ma la risposta della criminalità organizzata è stata una vera e propria sfida allo Stato. Una serie di efferati omicidi, nel 1992, ha accentrato l'attenzione nazionale sui problemi di mafia: il 23 maggio è morto, in un attentato dinamitardo, con la moglie e tre uomini della scorta, il giudice Giovanni Falcone, precedentemente impegnato nel pool antimafia, ed il 19 giugno è stato assassinato (foto) il magistrato del pool antimafia, Paolo Borsellino, insieme a cinque agenti della scorta; si sono, inoltre, susseguiti altri attentati dinamitardi in Toscana e nel Lazio.

 
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