Sessuologia: la terapia per la disfunzione erettile
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10 Ottobre 2009 amministratore

LA DISFUNZIONE ERETTILE

La terapia sessuale della disfunzione erettile si pone come obiettivo primario la promozione di un’erezione e un’esperienza coitale riuscita, in modo da consentire all’uomo di recuperare la fiducia in se stesso, riducendo o prevenendo l’emergere dell’ansia, causa del disturbo. Il trattamento prevede la combinazione della prescrizione di specifiche mansioni sessuali terapeutiche da eseguirsi da parte della coppia a casa, con vari tipi di interventi psicoterapeutici.

Una delle mansioni sessuali prescritte alla coppia è la stimolazione inesigente, che prevede la proibizione del coito e dell’eiaculazione, per un periodo che va da quattro a sette giorni dall’inizio del trattamento, e la stimolazione reciproca delle zone erogenee: l’accento non è sulla prestazione sessuale, ma su un reciproco potenziamento del piacere erotico non-orgasmico.

Queste esperienze, oltre agli effetti erotici delle interazioni sensuali senza finalità di prestazione, consentono di evidenziare le resistenze, sia del paziente che della partner, contro l’esecuzione di queste mansioni, “mettendo allo scoperto gli ostacoli che impediscono l’erezione e il pieno funzionamento sessuale, le componenti distruttive delle interazioni della coppia e la natura precisa del loro senso di colpa e delle loro ansie” (Kaplan, 1976).

Un ulteriore aspetto importante del trattamento è l’eliminazione della paura dell’insuccesso, che si esprime nei pazienti con disfunzione erettile mediante il pensiero ossessivo che se perdono l’erezione non riusciranno a riottenerla. In questo caso, la Kaplan suggerisce di utilizzare, piuttosto che il metodo della compressione di Masters e Johnson (che prevede la compressione al culmine dell’erezione, da parte della partner, affinché l’erezione non decada, riprendendo successivamente la stimolazione), altre tecniche esperienziali. Esse prevedono l’istruzione alla moglie affinché stimoli manualmente il pene del paziente fino al raggiungimento dell’erezione; a questo punto, la moglie smette e lascia che il pene ritorni allo stato flaccido, riprendendo, più tardi, la stimolazione, fino ad ottenere una nuova erezione.

Nel caso in cui si individua, come causa della disfunzione erettile, la presenza di pensieri ossessivi distraesti, il terapeuta istruisce i pazienti a focalizzarsi sulle loro sensazioni erotiche, a fare uno sforzo cosciente per interrompere i loro pensieri distraenti, estraneandosi dalla situazione contingente e rifugiandosi in una delle sue fantasie sessuali preferite: questa tecnica consente ad entrambi i partner di acquisire una maggiore consapevolezza degli effetti distruttivi di queste preoccupazioni ossessive e degli effetti benefici dei tentativi di contrastare le influenze di queste distrazioni sulla potenza del paziente.

Un’altra strategia suggerita dalla Kaplan è il “permesso di essere egoista”, in cui si istruisce l’uomo ad abbandonarsi alle sue sensazioni erotiche e a concentrarsi esclusivamente sul proprio appagamento sessuale, allontanando l’idea ossessiva di poter perdere la sua donna. “I pazienti appartenenti a questo gruppo devono riuscire a, capire che il godimento sessuale e il funzionamento adeguato dipendono, per larga parte, dall’abilità dell’individuo ad abbandonarsi alle sue sensazioni erotiche, con l’esclusione temporanea di tutto il resto. Il principio di fare a turno nel dare e ricevere piacere è molto utile per permettere al paziente di abbandonarsi temporaneamente alle sue sensazioni sessuali e sentirsi rassicurato dalla certezza che la moglie non viene sfruttata perché verrà anche il suo turno. Così, a questo punto del trattamento, gli si può consigliare di rivolgere la sua attenzione alla moglie per accarezzarla e soddisfarla dopo aver ottenuto il suo orgasmo. È in questa maniera che il paziente si libera della sua preoccupazione nei confronti della partner” (Kaplan, 1976).

La fase successiva del trattamento, dopo che gli esercizi sessuali diretti alla produzione di piacere in esigente hanno consentito di ristabilire la fiducia dell’uomo nella propria capacità erettiva, prevede la ripresa del coito. Una procedura comune è far sì che la moglie stimoli l’erezione del marito, mentre questi giace sulla schiena e la donna gli sta a cavalcioni; quando l’erezione dell’uomo è completa, la donna si cala sul pene eretto che viene così introdotto in vagina, e incomincia a muovere i fianchi in una maniera dolce, ritmica e inesigente, senza giungere all’eiaculazione. Successivamente, la coppia può incominciare con la stessa modalità ma, se l’uomo ne sente il desiderio, gli è concesso di arrivare all’orgasmo: in questo modo, l’introduzione nella vagina perde gradualmente le sue associazioni di necessità, pressione e finalità coitale.

Queste procedure possono essere accompagnate anche da istruzioni, che consentono all’uomo di distrarsi e di difendersi dalle sue ansie: si può consigliare di immergersi in fantasie erotiche, nel momento in cui penetra la moglie, oppure si può dire alla coppia di incominciare con una stimolazione extravaginale, con la mano o con la bocca, finché l’uomo non è vicino all’orgasmo; in questo momento egli deve entrare ed eiaculare non appena ne sente la voglia, prima di avere il tempo di diventare ansioso e di preoccuparsi della reazione della moglie o della sua capacità di rimanere eretto. A queste si aggiungono altre istruzioni: approfittare delle sue erezioni mattutine e di incominciare subito il coito senza cercare di stimolare la moglie ancora assonnata o incorporare nella transazione sessuale certe fantasie che siano particolarmente eccitanti (Kaplan, 1976).

Nel trattamento delle disfunzioni erettili, la prescrizioni delle mansioni sessuali possono essere accompagnate da sedute terapeutiche, che consentono di condurre un’indagine più approfondita sulle cause dell’ansia o del senso di colpa del paziente, e di risolvere la sua concomitante ambivalenza nei confronti del sesso, prima di essere capace di funzionare adeguatamente.

Infine, la Kaplan suggerisce l’uso del testosterone, che consente al paziente una temporanea carica fisiologica, che serve ad interrompere un circolo vizioso di tipo psicologico, intensifica il suo erotismo e porta ad una contemporanea alterazione di certi meccanismi psicologici critici, determinando un miglioramento del funzionamento sessuale

 
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