Quando il costume da bagno diventa tragedia (seconda parte)
societa
30 Novembre 1999 amministratore

Quando il costume da bagno diventa tragedia (seconda parte)

Quando il costume da bagno diventa tragedia: Come ogni anno, anche quest'estate molti e molte di noi si troveranno in spiaggia con l'imbarazzo di sfilarsi maglietta, calzoncini e parei.

 



Come ogni anno, anche quest'estate molti e molte di noi si troveranno in spiaggia con l'imbarazzo di sfilarsi maglietta, calzoncini e parei... L'estate è arrivata, con il caldo sempre più torrido, a tratti persino pericoloso per anziani e bambini. Il desiderio ed il bisogno di indossare abiti freschi, leggeri e decisamente più "succinti" rispetto al rigido e serio inverno riporta ogni anno a misurarsi con i chili di troppo, con forme non sempre "adeguate" alla moda corrente, con un corpo, insomma, che non è mai come si vorrebbe o come dovrebbe essere.
Un confronto che non solo sorge spontaneo quando si indossa il costume da bagno per la prima "uscita" sulla spiaggia, ma che è proposto e riproposto in un crescendo ossessivo dai mass media fin dalle prime belle giornate primaverili. Televisione, settimanali e quotidiani attraverso spot ed inserzioni pubblicitarie (sotto i nostri occhi anche per le strade delle città) ricordano con meticolosità la necessità di "prepararsi" all'estate, attraverso una cura del corpo che ne riduca il peso, ne aumenti la tonicità e ne equilibri le proporzioni. Diete, bevande e cibi ipocalorici, trattamenti estetici a prezzi "vantaggiosi": moltissime occasioni, insomma, per essere all'altezza della stagione.
Provvedimenti, inutile dirlo, del tutto inefficaci per chi ha davvero qualche chilo di troppo, e soprattutto risultati che non possono arrivare in tempo per prendere un po' di "tintarella". Tutte, anche chi di "problemi" sembra non averne, rimangono invischiate in questo circolo vizioso di maniacale perfezione fisica, che conduce spesso a gravi esiti patologici.
D'altronde, appelli a parte, i modelli femminili proposti nelle sedi anche più inopportune ed inaspettate, sono quelli che continuano a riprodurre un'immagine della donna ben precisa, quasi mai reale, soprattutto in riferimento alle donne italiane. Forme al punto giusto, non perdonano le terribili e temute "maniglie dell'amore", cuscinetti sulle cosce, e rilassatezza muscolare. E la moda non sempre aiuta, con top e magliette strette e corte, che puniscono inesorabilmente uno stomaco non perfettamente scolpito, che spesso "stona" con un seno normale, decisamente da aborrire.
Donne di tutte le età, in modo più o meno consapevole, si trovano a sentirsi a disagio con il loro corpo, che non risponde a certe caratteristiche, nonostante da più parti si levino cori contro la chirurgia estetica, contro le "palestrate", contro la magrezza esasperata. Ma a nessuna sfugge la contraddizione in termini, provocata dalla presenza comunque ed ovunque di immagini di questo tipo e dai frequenti ed intramontabili apprezzamenti maschili. Così, si cade nella trappola e alla fine, se non si gira con un pasto sostitutivo nella borsetta, si è sicuramente iscritte ad un corso di body sculpture, di acqua gym, o ad un centro estetico in grado di fare miracoli.
Inutile dire che la frustrazione cresce, quando, sebbene l'impegno non sia mancato, i risultati sono poco visibili. D'altronde, a chi interessa una donna che per tutto l'anno ha lavorato, curato casa e famiglia, se in bikini non fa la sua figura?
D'estate soprattutto, ma non solo, la riduzione ad oggetto delle donne, tramite l'esaltazione delle qualità fisiche, è ancora più evidente che in altri momenti. Si da risalto al corpo, un corpo che deve essere in un certo modo, secondo un'ottica prevalentemente maschile. Si è solo un corpo, ed in base ad esso si occupa un posto all'interno del gruppo.
Un processo che non è solo esterno a sé, ma che la donna stessa tende a riprodurre interiormente, accusando sensi d'inferiorità ed inadeguatezza, che si cerca di celare dietro un pareo dalle misteriose trasparenze, che si cerca di compensare con un bel costume o con una pelle ben abbronzata. Insomma, chi sa di non essere all'altezza si ingegna per rendere in altro modo quel corpo "imperfetto" se non attraente, almeno interessante.
Ce lo insegnano le estetiste e le nostre mamme, che fin da bambine ci hanno sapientemente trasmesso quei piccoli trucchi, per mascherare quel filo di pancetta, i fianchi un po' troppo larghi, le gambe troppo corte. Ma ognuna sa bene, che sandali con il tacco alto, lunghi abiti con lo spacco e accessori selezionati non ci conferiranno quella mise che vorremmo, che non siamo e che forse non saremo mai.



Segue...


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