Preparazione dello spazio interno e di quello esterno nella pratica dello Yoga (Parte II)
benessere
10 Ottobre 2009 amministratore

Preparazione dello spazio interno e di quello esterno nella pratica dello Yoga (Parte II)

Per la pratica del Dhyana Yoga occorre utilizzare il pavimento per sperimentare in maniera più diretta il contatto con la terra, gli istinti e le origini, partendo da essa per aprire e nutrire i livelli

Per la pratica del Dhyana Yoga occorre utilizzare il pavimento per sperimentare in maniera più diretta il contatto con la terra, gli istinti e le origini, partendo da essa per aprire e nutrire i livelli più elevati del Sé: pertanto, è utile disporre sul pavimento, laddove non sia presente la moquette, un tappeto ampio, che permetta di attutire il contatto con la rigidità delle mattonelle ed isoli dall'eventuale presenza di freddo ed umidità. Oltre al tappeto, per un isolamento ed una protezione più efficaci, è possibile utilizzare una pelle di pecora o di agnello, di colore naturale, tutto ciò per accompagnare il corpo a vivere l'esperienza della pratica.
Oltre al tappeto, si ritiene utile l'utilizzo di una coperta o di un cuscino, che, posti sotto il sedere, permettono alla spina dorsale di tenersi dritta nelle varie posizioni, agevolando così il fluire dell'energia attraverso i canali e i Chakra, ampiamente illustrati nei paragrafi precedenti.
L'abbigliamento richiesto per la pratica deve essere di colore bianco, il più armonico e vicino all'essenza dell'uomo: neutra, chiara e lucente. I tessuti utilizzati devono essere di fibra naturale, per permettere al corpo di respirare naturalmente e di liberare, in questo modo, le tossine presenti, senza impedimenti di alcun tipo. Nella pratica è tutto l'essere che respira e vibra, per questo l'osservanza di alcune indicazioni relative agli spazi esterni, corrisponde a ciò che risuona e vibra nello spazio interno, senza alcuna scissione tra il fuori e il dentro, comprendendo tutto l'essere, in ogni sua parte.
La pratica dovrebbe essere svolta in un luogo povero di mobili, oggetti e suppellettili, uno spazio dunque quanto più vicino al vuoto interno, che se ben nutrito, rende ogni uomo un canale libero e vibrante, dove l'Assoluto soffia e lascia scorrere il Suo messaggio Divino più sublime, al servizio dell'umanità intera. La situazione ideale è data da una stanza nella quale siano presenti esclusivamente gli oggetti e gli arredi indispensabili alla pratica, liberando così, ad ogni classe, una vibrazione che risuona nell'ambiente, lo caratterizza, e lo rende sacro, come un tempio di preghiera. Ciò permette, dopo un po’ di tempo, di percepire l'energia che è stata nutrita in quell'ambiente, e che ad ogni nuova esperienza sostiene e si distingue da quella propria degli spazi utilizzati per le altre azioni quotidiane.
Gli arredi utili sono pochi e semplici, rappresentati da candele, che possono essere profumate o meno, portacandele, bastoncini di incenso di diverse profumazioni, che spesso possono essere associate ai Chakra, ed utilizzate a seconda del lavoro che si desidera svolgere; brucia-incenso e timer, per regolare i tempi delle Asana e dei movimenti , rilassando la mente, piuttosto che impiegarla per pensare e valutare il tempo che intercorre tra l'una e l'altra.

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