Il Respiro nella Meditazione Vipassana
benessere
10 Ottobre 2009 amministratore

Il Respiro nella Meditazione Vipassana

Uno dei fatti importanti che il Buddha ha insegnato è che, ogni volta che un’impurità colpisce simultaneamente la mente e il fisico, due cose si producono inevitabilmente: l’una a un livello grossolano, l’altra a un livello sottile.

Uno dei fatti importanti che il Buddha ha insegnato è che, ogni volta che un’impurità colpisce simultaneamente la mente e il fisico, due cose si producono inevitabilmente: l’una a un livello grossolano, l’altra a un livello sottile. “A livello grossolano la respirazione perde il suo ritmo normale. Vi mettete a respirare più forte ogni volta che vengono a galla collera, paura o passione. La vostra respirazione non resta mai normale. E, a un livello più sottile, attraverso la struttura fisica del corpo, si producono necessariamente delle reazioni biochimiche, delle reazioni elettromagnetiche, accompagnate da questa o quella sensazione”.
Vi è un altro sistema in India, chiamato pranayama, nel quale la respirazione viene modificata. Questo esercizio respiratorio ha i suoi vantaggi, ma non ha nulla a che vedere con l’insegnamento del Buddha, che ci invita invece ad osservare la respirazione così com’è.
“Una volta che avete appeso questa tecnica, questa arte di osservare la realtà così com’è, nel momento in cui una negatività appare, nel momento in cui un’impurità si manifesta, mettetevi a osservare la respirazione e le sensazioni e vedrete come ne uscirete rapidamente. Una volta che la mente è sgombra da queste impurità, la mente è pura. E una mente pura è per sua natura sempre colma d’amore, di compassione, di gioia raggiante.
Più si pratica l’osservazione della respirazione, l’osservazione delle sensazioni, più ci si avvicina a uno stadio in cui la mente diventa ultra pura. Allora la vita cambia radicalmente. La mente che rimane sempre piena d’amore, di compassione e di gioia raggiante verso gli altri, non può mai fare del male a nessuno, non può fare nulla, né in parole né in azioni, che posa nuocere alla pace, all’armonia, alla felicità altrui.”
L’insieme del metodo che il Buddha insegna fu chiamato Vipassana. Nel linguaggio di quei tempi, in India, passana voleva dire “guardare, vedere”. Vipassana consiste, quindi, nell’osservare le cose per come sono realmente.
Quando si comincia a osservare la realtà così com’è, vale a dire conoscere se stessi realmente, a livello esperienziale, si vede che la sofferenza viene superata. Ci si libera dalle impurità. Ci si libera dalla schiavitù di tutte le impurità.

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