Per una Coppia su quattro la casa è un regalo di papà

30 luglio 2010
 
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Per una Coppia su quattro la casa è un regalo di papà

I tempi dei “due cuori e una capanna” sono lontani: l’aiuto della famiglia da un lato è in molti casi essenziale, mentre la mancanza di aiuto dallo stato e le condizioni lavorative ostacolano pesantemente la realizzazione dei propri progetti. 

Il sito internet dedicato agli sposi Matrimonio.it, ha condotto un sondaggio da cui emerge che le coppie italiane devono fare i conti con una certa “solitudine” nell’affrontare la scelta di formare una famiglia. L’87,5% degli interpellati ha dichiarato che sarebbe necessario un maggiore aiuto da parte dello Stato; un 40,2% delle coppie ha inoltre è d’accordo sul fatto che la condizione lavorativa possa far rimandare il momento del matrimonio. La casa: per uno su quattro arriva “con la dote”.

Il principale passo per formare una famiglia è la ricerca di una casa. Su base nazionale, le coppie che non hanno mai condiviso una abitazione prima del matrimonio sono il 51%; al Sud, dove la convivenza è meno diffusa,  questa percentuale sale al 73,5%  Per l’aspetto economico, su base nazionale  accendono un mutuo il 43,8% degli interpellati:  ben il 25,8%  invece- una coppia su quattro – riceve la casa dove vivere dalla famiglia. E sono i più fortunati, rispetto al restante 22, 6% che sceglie per forza di cose la via dell’affitto. Differenze importanti nell’accesso al credito fra Nord e Sud;  nel Nord Italia, il mutuo aiuta una neo-famiglia su due; al Sudi invece la percentuale di chi accende un mutuo scende al 34,6% dei casi.

Al momento di scegliere il luogo in cui vivere, le considerazioni economiche rivestono la maggiore importanza per il 63,2% delle coppie.  Soltanto il 22% delle coppie italiane si può permettere di andare ad abitare in un luogo esclusivamente perché piace.   Meno centrale tra i vari fattori la vicinanza ai genitori dell’uno o dell’altro, che nella metà dei casi non conta “per nulla”. Anzi, esiste un 12,5% di coppie che prende “molto” o “abbastanza” in considerazione un voluto allontanamento dalla famiglia di origine.

Al netto degli altri aspetti economici, le coppie italiane preferiscono vivere in campagna (36,6%) o nell’hinterland (35,6%) e scelgono soprattutto appartamenti medio-grandi: trilocali (32,8%) o ancora più grandi -  quadrilocali e oltre (26,2%).  Al Sud vince il quadrilocale (32,7%) mentre al Nord e al Centro è il trilocale la misura preferita.

Far quadrare sogni e realtà è quindi faticoso.  “Gli sposi italiani oggi praticano una pragmatica mediazione tra sogno e realtà. Nonostante le difficoltà, comunque, si riesce a non perdere del tutto di vista la casa ideale: nel 51% dei casi si ritiene che la propria dimora sia “abbastanza” vicina a quella desiderata, e un 19,5% di fortunati pensa che le si avvicini molto”  commenta Veronica Mariani, di Premiaweb – la società che ha creato www.matrimonio.it

La vita quotidiana: più condivisione nel lavoro domestico, ognuno per sé con il conto corrente. Al Sud spose più “cenerentole”

Una volta trovata la casa, si tratta di gestirla. Il lavoro domestico in Italia è ancora fortemente a carico delle donne, ma la condivisione cresce.
La cucina è regno delle donne nell’88,9% dei casi ma un 33% di uomini se ne occupa “abbastanza”. Più collaborazione maschile (44,1%) per le pulizie di casa; al contrario quando si tratta di stirare solo il 12,8% dei mariti si fa carico del compito almeno un po’.
Spose più cenerentole al Sud, dove sono le donne a pulire semopre (nel 76,9% dei casi contro una media nazionale del 69,1%)  e stirare (70,5% contro una media nazionale del 65%).  Poco diffuso il ricorso a un aiuto domestico: il 19,5% delle coppie sceglie di avere un qualche livello di supporto per le pulizie ed il 21,6% per lo stiro.

Se il lavoro domestico bene o male si mette anche in comune, la gestione delle spese è tenuta più che altro separata: quasi metà delle coppie (48,9%) opta per mantenere ognuno il proprio conto corrente. Un 25,7% di sposi sceglie un conto in comune, mentre un 22% decide di aprirne uno dedicato alla casa, accanto ai propri personali.  Alcune coppie dichiarano di non avere affatto un conto corrente: se però si tratta di percentuali esigue (1,1 e 1,4%) nel Nord e nel Centro Italia, al Sud questo dato cresce fino al 9,3%, una scelta di risparmio un po’ distante dall’era dell’home banking.

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