Musica per la gravidanza e il neonato
La Fondazione Premio Altino con sede a Quarto d’Altino - VE è lieta di comunicarVi che il docente e musicologo veneziano Prof. Leonardo Trevisan da alcuni anni ha portato a termine l’aspetto musicale riguardante la Musica per la Gravidanza e il Neonato
All’apertura dei lavori l’autore dice :
“Fin dagli anni Ottanta mi sono proposto lo studio, la ricerca e l'analisi dell'ascolto della musica perché ho riscontrato che tale arte influisce, in parte negativamente e in parte positivamente, sulla gestazione e sullo sviluppo sensitivo del bambino fin dalla nascita.
L'ascolto musicale esercita un ruolo molto importante nel bambino, facendo appello a tutte le facoltà, e precisamente: all'affettività, per quel che riguarda la melodia musicale; alla sensorialità per quanto riguarda il ritmo, il suono; all'intelligenza, per tutto ciò che è armonia e presa di coscienza del linguaggio musicale.
L’ascolto musicale sviluppa inoltre la sensibilità, il temperamento, la maturità. Arte che per alcuni opera pure come terapia, nel senso di rilassamento della tensione nervosa e soprattutto dello stress lavorativo.
La formazione del gusto artistico è comunque una delle mete fondamentali di ogni civiltà.”
“Già dopo il primissimo vagito il neonato apprezza e "comprende" l'armonia di Mozart, Schubert e Chopin ed è addirittura sensibile alle variazioni tonali e alle dissonanze.”
Attualmente lo sviluppo scientifico-musicale della tematica con l’aggiunta dell’ascolto di composizioni scritte per la gestante e il neonato si può consultare nel sito www.fondazionepremioaltino.it.
Lo studio dei ricercatori del San Raffaele ha evidenziato che grazie al livello di evoluzione del nostro cervello e delle sue capacità neuronali, già specializzate sin dalla nascita, siamo in grado di produrre i capolavori della musica, una delle massime espressioni del genio umano.
I ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele e della Divisione di Neuroscienze dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano hanno scoperto, mediante l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale (FMRI), che esiste nei neonati un meccanismo neurale alla base della comprensione di uno dei più antichi linguaggi dell’uomo: la musica.
E’ noto, grazie agli studi in adulti effettuati con la FMRI, che negli adulti la comprensione della musica avviene attraverso sistemi neurali complessi, in maniera specifica a livello dell’emisfero destro, specializzato in funzioni che permettono, per esempio, di decodificare il tono, il timbro, la melodia, l’armonia, la struttura (sintattica) e il significato della musica. Questi sistemi neurali specializzati comprendono non solo le aree uditive primarie ma anche quelle secondarie di più alto livello integrativo nel lobo temporale, ma anche strutture dei lobi parietali e frontali.