Il dolore sessuale femminile: guarire si può
attualita
16 Marzo 2010 AIV Onlus

Il dolore sessuale femminile: guarire si può

Una giornata di studi utile alle donne che soffrono di vulvodinia, endometriosi, fibromialgia

e cistite interstiziale

Svolta a Milano, con il patrocinio dell’Assessorato alla Salute del comune di Milano, una giornata di studi sul tema, per mettere in luce le novità scientifiche e terapeutiche utili alle donne che soffrono di vulvodinia, endometriosi, fibromialgia e cistite interstiziale.

La giornata di studi, terminata con un simposio serale rivolto alle donne e ai loro partner, è partita dal dato sulla dispareunia, ovvero il dolore durante i rapporti sessuali: ne sono colpite il 12-15% di donne in età fertile, e fino al 44% di quelle in post-menopausa sessualmente attive. Questa condizione è particolarmente presente nelle donne che sono affette da particolari malattie come: vulvodinia, endometriosi, fibromialgia e cistite interstiziale.
L’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus da anni segue le donne affette da vulvodinia e svolge ricerca in questo ambito. Dall’esperienza quotidiana emerge il disagio di molte donne che, oltre al dolore, vivono la difficoltà di trovare specialisti competenti e quindi una cura, e di trovare ambiti dove affrontare le problematiche psicologiche che ne derivano, in una società come quella attuale dove il richiamo sessuale viene utilizzato in ogni ambito, creando ancora maggior isolamento in chi ha patologie che colpiscono questa area di vita.
Il dott. Filippo Murina, Direttore scientifico di AIV Onlus, e la prof.ssa Alessandra Graziottin, Presidente della Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna, hanno organizzato la giornata di studi- che ha visto la partecipazione di oltre 150 medici specialisti – e hanno animato il dibattito serale con le donne presenti.
Il simposio ha visto la presenza delle quattro associazioni direttamente coinvolte nella cura delle patologie femminili sopra elencate che, insieme ai Direttori scientifici del congresso medico, hanno fatto sintesi delle novità emerse durante la giornata di studio. Le associazioni di volontariato in questo ambito nascono dall’esigenza di attivare una rete di medici e strutture che cooperino per affrontare le patologie e i disagi delle donne, aiutandole nella ricerca di luoghi di cura affidabili. Inoltre, le associazioni svolgono un insostituibile ruolo nel supporto alle pazienti, con iniziative a carattere medico – come la ricerca scientifica – e psicologico.

Sono emerse interessanti novità circa il ruolo della pillola contraccettiva nell’insorgere del dolore sessuale e di   specifiche patologie. Dall’analisi degli studi sul tema, emerge chiaramente la diversità di formulazione e dosaggio dei vari prodotti sul mercato che, quindi, devono essere prescritti e assunti tenendo conto della possibile e opportuna modulazione rispetto alle caratteristiche di ogni donna. Per contrastare ed evitare l’insorgere del dolore sessuale, occorrono accorgimenti legati a una scelta consapevole della formulazione più adatta, perché ogni donna è diversa e va rispettata la sua unicità.

L’altro tema affrontato con grande interesse, è stato quello del riconoscimento di invalidità per patologia rispetto alla  vulvodinia. Questa patologia influenza pesantemente anche la vita lavorativa e professionale delle donne che ne sono affette. Per lunghi periodi, soprattutto finchè non si ottiene la diagnosi corretta, non è sempre possibile svolgere alcune normali mansioni – come indossare pantaloni, camminare o stare sedute a lungo – a causa del dolore e del disagio psicologico che ne consegue. Questo comporta costi, per lo più a carico della singola paziente, e ore di lavoro perse: occorrono, infatti, permessi per recarsi dai pochi specialisti competenti che non sono presenti in tutte le Regioni, e bisogna sottoporsi alle opportune terapie per periodi non brevi, visto che la patologia è cronica.

 

Molte donne subiscono anche l’esperienza di sentirsi dire, anche dai datori di lavoro, che non hanno nulla di organico e quindi semplicemente somatizzano problemi di altra natura.

Finalmente l’ASL Salerno 2 di Nocera con il primo riconoscimento in Italia della vulvodinia come patologia organica che procura depressione e rende, di conseguenza, la donna che ne è affetta parzialmente invalida, sgombra il campo da molti fraintendimenti, anch’essi all’origine di sofferenze psicologiche per le pazienti.

La storia di Anna, lunga e travagliata, ha un lieto fine: dopo aver raccolto tutti i documenti, ottenuti i certificati ospedalieri - perché in questo caso non sono utili quelli di studi privati - viene convocata dalla ASL che, verificata la documentazione, le riconosce un’invalidità del 35%. Questo passo le consente di avere l’esenzione del ticket per patologia e di chiedere, finalmente ottenendo, una modifica del proprio incarico. Con un compito adatto alle proprie condizioni, Anna riesce facilmente a dimostrare a colleghi e superiori che il suo problema non era uno scarso interesse verso il lavoro, ma l’impossibilità fisica a sostenere certe mansioni, e quindi anche il clima lavorativo diventa positivo.

Questa storia evidenzia alcuni dei motivi per cui è nata l’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus fondata nel 2006 dal dott. Murina, da altri medici e da donne che conoscono la patologia: occorre combattere sia la scarsa conoscenza diffusa in ambiente medico, sia la scarsa sensibilità dimostrata dalle persone che non credono al malessere di familiari o colleghe che riportano disturbi che non danno evidenti segni clinici. Anziché suscitare solidarietà, spesso si ottiene insofferenza e questo è ancora più vero nel mondo del lavoro, dove i meccanismi di carriera svolgono un ruolo che supera i rapporti personali.

Direttori scientifici dell’evento

A. Graziottin
Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, H. San Raffaele Resnati
Professore a.c. Università degli Studi di Firenze

F. Murina
Primo Referente Servizio di Patologia Vulvare, Ospedale V. Buzzi - Università degli Studi di Milano
Direttore Scientifico Associazione Italiana Vulvodinia Onlus

Le organizzazioni promotrici

Associazione Italiana Vulvodinia Onlus (AIV Onlus)
Dall’esperienza di alcuni operatori sanitari e dalla determinazione di alcune donne - pazienti e non - che hanno scelto di impegnarsi per aiutare altre donne ad arrivare, almeno, a una diagnosi corretta in tempi brevi, è nata nel 2006 l’Associazione Italiana Vulvodinia Onlus, AIV.
L’Associazione vuol far conoscere la patologia per aiutare pazienti e medici a individuarla e curarla, per dare strumenti utili alle donne che ne soffrono, per parlare, confrontarsi e superare le difficoltà, per iniziare a studiarla con costanza e metodo, partendo dalla rilevazione dell’entità del problema e delle terapie efficaci.

Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna
Si pone l'obiettivo di:
a) sviluppare la cultura del dolore in Italia, a livello scientifico, clinico e divulgativo. In primo luogo, focalizzandosi sul dolore nella donna, dolore che costituisce condizione obiettiva di svantaggio fisico, psichico, economico, sociale e familiare;
b) incrementare l'attenzione diagnostica e terapeutica al dolore e alle sindromi caratterizzate da dolore, nell'ambito dell'assistenza sanitaria, al fine di aumentare significativamente il numero di persone malate che possano beneficiare di terapie antalgiche efficaci;
c) formare personale medico e paramedico accreditato nella terapia del dolore nella donna, nelle sue diverse declinazioni specialistiche.

 

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