Class action - Illusione
Paolo Landi, Adiconsum: “Con questa normativa poche le speranze di ottenere i risarcimenti”
Il 1° gennaio entra in vigore l’azione collettiva, un obiettivo ambito dalle associazioni consumatori per veder riconosciuto il diritto ad un risarcimento in tutti quei casi di pratiche commerciali scorrette in cui i consumatori sono rimasti danneggiati nel settore della telefonia,del credito o del commercio.
Ma la normativa approvata purtroppo lascia poche speranze.
Poche speranze perché affida ai consumatori l’onere di avviare un’azione collettiva quando hanno già difficoltà a ricorrere al giudice per i propri problemi.
Poche speranze, poiché la legge parla di interessi identici mentre avremmo voluto che si parlasse di interessi “omogenei” per ricomprendere con tale accezione tutti quei problemi che abbiamo denunciato in questi anni.
Con il vincolo di interessi identici si restringe in modo spaventoso la possibilità di ricorrere all’azione collettiva.
Infine vi è il danno punitivo che la legge pone a carico non dell’impresa responsabile della pratica commerciale scorretta, ma dei consumatori che attivano l’azione collettiva.
Per non parlare poi dei costi che vanno preventivati per coprire la “pubblicità” sull’azione collettiva che il giudice è chiamato a decidere, e dell’aspetto burocratico del deposito della documentazione probatoria che ogni consumatore deve personalmente presentare in Tribunale. Anche qui invece di semplificare si rende tutto più complicato.
Ed infine se i criteri di risarcimento sono quelli previsti dalle Carte di Servizio si rischia di aver avviato una procedura complessa per ottenere un pugno di mosche come risarcimento.
Tutto questo porta Adiconsum a concludere che in queste condizioni difficilmente l’azione collettiva potrà decollare.
Molti ci chiedono quante possano essere le azioni collettive.
La risposta è semplice: per ogni condanna che c’è stata recentemente o che ci sarà in futuro da parte delle Autorità di mercato o di regolazione può essere innestata una immediata e successiva azione risarcitoria. Quindi i casi potrebbero essere numerosi.
Occorrerà tuttavia verificare come la Magistratura intende applicare questa normativa se alla lettera con scarsi o nulli risultati o avendo come riferimento le esperienze europee, con qualche probabilità, quindi, in questo caso, di successo in più.
Una cosa è certa - conclude Paolo Landi, segretario generale Adiconsum - se vogliamo un azione collettiva efficace questo testo deve essere migliorato. Per “efficace” intendiamo le stesse norme già in atto nei vari Paesi europei, compresi Portogallo e Grecia.
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