Il teatro tedesco del ‘900
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

Il teatro tedesco del ‘900

Nei paesi tedeschi il teatro fu preso molto sul serio e rispetto al resto dell’Europa e del mondo, eccetto che per la Russia, fu molto seguito sia dal pubblico, che dalle autorità, le quali gareggiavano

Nei paesi tedeschi il teatro fu preso molto sul serio e rispetto al resto dell’Europa e del mondo, eccetto che per la Russia, fu molto seguito sia dal pubblico, che dalle autorità, le quali gareggiavano tra loro per chi fosse la sostenitrice più prolifera del teatro. All’inizio del ‘900, i teatri drammatici stabili erano numerosissimi sia a Berlino, che a Monaco, che a Vienna.
Un autore importante di questo periodo fu Max Reinhardt (1873-1943). Anche lui, come Dancenko, afferma che a teatro chi è importante è l’attore e che il regista deve porsi in secondo piano, deve fungere da guida e lasciare libero “l’istinto” della teatralità degli attori, i quali solo in questo modo riescono a fondersi con gli spettatori. Fu in questo senso un grande sperimentatore: utilizzò teatri immensi e piccoli, portò le sue compagnie nelle piazze e nei circhi, nelle sale dei castelli e nelle cattedrali, facendo avanzare il palcoscenico fino in mezzo al pubblico, utilizzando (come accadeva in Giappone), ponticelli che facevano comunicare la scena con la platea.
Dopo la sconfitta del 1918, cominciò a delinearsi il movimento dell’ “Espressionismo” (che nasce come una rivolta al movimento del Naturalismo) e che nell’ambito della pittura prese il nome di Impressionismo: non più rappresentare la realtà com’è, ma rappresentarla secondo la visione dell’autore, secondo le sue impressioni, le sue sensazioni, anche deformanti. Dal ‘30-’33, il teatro, sottoposto alla censura del regime nazista, subì un periodo di congelamento; Bertolt Brecht (1898-1956), autore innovatore e critico, famoso tra l’altro per l "Opera da tre soldi” (in cui si denuncia la società presente) sarà costretto ad emigrare, continuando a produrre opere “didascaliche”, ovvero che portano lo spettatore al centro della vicenda e lo spingono a dare un giudizio, una scelta, verso cui schierarsi.

 

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