Il Settecento in Spagna, Inghilterra e Francia
In questo periodo, in Inghilterra, si sviluppa una tendenza verso la moralità: si tende a rappresentare sulla scena, non tanto la realtà, così com’è, anche con i suoi aspetti più brutali e reali, ma opere che anche se apparentemente meno verosimili, fossero orientate a trasmettere dei principi.
In questo senso, David Garrick (1717-1779), riportò in scena circa 25 drammi di Shakespeare, cercando di riadattarli al gusto dei contemporanei, ma non interessandosi tanto alla loro contemporaneità, quanto al messaggio che veicolavano.
In Spagna, nel Settecento non si registrò un fervore artistico particolare: le ostilità ecclesiastiche verso gli attori portarono spesso delle condanne morali ai danni di quest’ultimi, e spesso decretarono la chiusura di molti teatri. Anche se la censura limitò molti autori ed attori, Leandro Fernandez de Moratin (1760-1828), tra i vari, fece dei tentativi di teatro satirico e di denuncia, nonché tradusse l’Amleto in spagnolo.
Diverso era invece lo scenario in Francia, dove il Settecento rappresentò un periodo di grande fertilità per il teatro, anche perché, al contrario della Spagna, vide l’appoggio della sfera ecclesiastica. Nacque infatti il fenomeno del ”Teatro Gesuitico”, ovvero genere in cui si rappresentavano drammi scritti in latino, di soggetto religioso, caratterizzati da personaggi maschili. Inoltre, presero piede anche il dramma pastorale, la commedia, il balletto e l’opera.