cultura
Errore
  • Errore nel caricamento dei dati feed.
10 Ottobre 2009 amministratore

L’Ottocento e la nascita del Romanticismo

Nel Medioevo, il teatro era stato indirizzato principalmente al popolo, proponendo il tema della salvezza dell’anima; nel Rinascimento, il teatro era divenuto un fenomeno destinato alle classi colte e toccava i temi dell’amore fra i sessi, dell’onore, delle gesta gloriose. Nell’Ottocento, il proposito è quello di riportare il teatro a spettacolo popolare, per comunicare valori morali, sociali, politici. In particolare, il movimento del Romanticismo, si propone di creare una nuova arte estranea a qualunque modello, alle regole in voga, lasciando spazio al genio e all’estro personale dell’artista. Nel teatro tutto ciò si traduce nel recupero di una tecnica libera e fantasiosa, sostanziata in continui mutamenti di scena, senza limiti di spazio, di tempo, di persone. In Germania, importante fu il contributo di Goethe (1749-1832). Le sue opere assunsero un carattere spiccatamente autobiografico: “non ho scritto una sola riga che io non abbia vissuto”, afferma l’autore. Tutta l’opera di Goethe continuamente si rinnova, in quanto si rinnova continuamente la sua vita. Le sue due opere più importanti sono “I dolori del giovane Werther” ed il “Faust”; in quest’ultimo dramma, si narrano le vicende di un uomo che vende l’anima al diavolo affinché gli sia concesso di conoscere il segreto e l’essenza della vita; malgrado il suo gesto, il Faust comunque non sarà dannato: egli otterrà la salvezza della sua anima, non malgrado il suo errore, ma col suo errore; nel pensiero dell’autore infatti, non c’è il concetto di peccato, di sbaglio, bensì l’errore (dal latino errare, “vagabondare”) è inteso come un compagno che ci affianca durante il cammino che l’uomo ha da compiere. In Inghilterra, citiamo Byron (1788-1824) e Shelley (1792-1822) come i principali esponenti del movimento romantico. In Italia, notevole fu il contributo di Silvio Pellico (1789-1854), noto per il romanzo “Le mie prigioni”, che in ambito teatrale è invece ricordato per la “Francesca da Rimini”. Importante fu anche Alessandro Manzoni (1785-1873) che compose, oltre ai suoi scritti più noti, due tragedie teatrali quali gli “Adelchi” e “Il conte di Carmagnola” che mettono in evidenza il lato più triste e tetro dell’esistenza umana, le bassezze terrene e l’inadeguatezza dell’uomo all’ideale di giustizia. Il “cattolicesimo liberale” che contraddistinse l’autore emergerà più tardi, quando egli cominciò a considerare la Chiesa come la fautrice di uguaglianza, di fraternità, di giustizia, di libertà, colei che poteva provocare l’elevazione delle classi umili e il diritto dei popoli all’indipendenza e che poteva rappresentare la possibilità e la speranza verso la quale fare affidamento. Dopo il periodo manzoniano e dopo anni di predominio del teatro di prosa, in Italia prende piede il dramma musicale; ricordiamo Giuseppe Verdi (1813-1901) e le sue opere: Nabucco, Traviata, Rigoletto, Trovatore, Aida, Otello, opere per le quali Verdi fu considerato il maggiore drammaturgo del secolo. Successivamente, con l’affermarsi del movimento Verista (che nasce sulle influenze del romanticismo e che si caratterizza nel registrare i fatti della vita senza orpelli, aggiunte, cercando di assegnare all’autore un ruolo da cronista imparziale), emergerà l’opera di Giovanni Verga (1840-1922) e rappresentazioni quali “La lupa”, “In portineria”, “Dal tuo al mio”. In Francia, ricordiamo Victor Hugo (1802-1870) quale uno dei fondatori del teatro romantico. Egli affermerà che La Tragedia e la Commedia non saranno più distinti, ma verranno fusi in un unico genere, il “Dramma”. Questo non avrà altra regola se non il sentimento e la passione. Le sue due più importanti opere teatrali sono il “Cromwell” e l’"Hernani”. Alexandre Dumas padre (1803-1870) fu l’autore tipico del dramma popolare, dal momento che scrisse opere con intrighi a sorpresa, azione, passione, con il protagonista che incarnava le sembianze di eroe positivo. Quando il Romanticismo si trasforma progressivamente in Realismo, emergono in Francia autori quali Balzac, Flaubert (noto tra l’altro per il romanzo “Madame Bovary”), Daudet, i quali si dedicano a descrivere nelle loro opere persone reali, ambienti, folle, mondi, sentimenti nuovi, quali l’arrivismo o l’amore per il denaro che stavano progressivamente sostituendo i vecchi ideali (religione, amore, monarchia, nobiltà).

 
Joomla SEO powered by JoomSEF

ZigZag

Newsletter

Iscriviti gratis riceverai così le notizie di ItaliaDonna via e-mail:
News Ricette



Chiudi