Il Rinascimento e la commedia italiana
Storia del teatro: il rinascmiento
10 Ottobre 2009 amministratore

Il Rinascimento e la commedia italiana

Mentre il Medioevo è stato descritto come un periodo essenzialmente sterile dal punto di vista artistico, il Rinascimento è stato invece presentato come un periodo del tutto ricco e culturalmente “esplosivo”

Mentre il Medioevo è stato descritto come un periodo essenzialmente sterile dal punto di vista artistico, il Rinascimento è stato invece presentato come un periodo del tutto ricco e culturalmente “esplosivo” e, in questo senso, l’Italia era fortemente all’avanguardia. Nessun altro Paese europeo possedeva infatti, nel XVI secolo, un teatro nello stretto senso della parola.
Drammi e commedie italiane portano la firma dei massimi poeti e scrittori del tempo, come ad esempio di Poliziano, Torquato Tasso, Giovanni Rucellai, Ludovico Ariosto, il Macchiavelli, Pietro Aretino; i loro lavori sono rappresentati in teatri prevalentemente di corte, o presso cardinali e signori, sia da dilettanti (accademici, gentiluo¬mini, studenti), oppure dalle compagnie, che proprio allora cominciarono a costituirsi di attori «di mestiere », detti appunto perciò comici «dell'arte ».
Fin dal Medioevo le feste e i passatempi non solo erano a carattere sacro, ma ogni occasione era buona per fare baldoria: dai funerali alle vittorie politiche. Le feste duravano più giorni con giostre, sfilate e tornei, con tutte le strade addobbate, per far ciò si chiamavano artisti italiani famosi in tutta Europa.
Firenze era la città più festaiola, dove si formarono le “compagnie”, gruppi di giovani di buona famiglia, che facevano a gara per sfoggiare gli addobbi più scenici. Qui nacque la figura del Tribolo, ovvero l’esperto in fuochi di artificio e le Armeggerei, ovvero 25/30 coppie di cavalli addobbati con sopra i signori travestiti.
Al finire del XIV° secolo, alle sfilate si accostano delle piccole recitazioni, dove gli interpreti erano giovani di famiglie più in vista che sostituivano anche le figure femminili; le donne infatti, potevano recitare solo per un pubblico di ugual sesso. Si formano così compagnie stabili (del Diamante, dei Magi, del Cazzuola). Iniziano come quadri viventi sopra dei carri che in sfilata facevano delle piccole soste per poterli far recitare sul carro stesso. La sfilata partiva davanti alla chiesa dopo la messa, e fatto il giro, finiva nuovamente lì davanti. In seguito gli spettacoli si svolsero dentro le chiese con l’utilizzo di colossali macchinari e fuochi di artificio; poi anche nei palazzi nobiliari, dove diventava una gara tra ricchi a chi organizzava la festa più sfarzosa e più lunga per poter lasciare un buon ricordo che fosse tramandato dai poeti. Leonardo Da Vinci fu uno degli artisti più ricercati in qualità di “appartatore” (costumista e scenografo): disegnò maschere, compose musiche, inventò cornici sceniche.

 

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