Il Teatro secondo Eugenio Barba
Il teatro e gli spettacoli teatrali del regista Eugenio Barba
10 Ottobre 2009 amministratore

Il Teatro secondo Eugenio Barba

“Il teatro mi permette di non appartenere a nessun luogo, di non essere ancorato a una sola prospettiva, di rimanere in transizione”. Durante il suo viaggio di emigrante B. forgiò gli strumenti per il mestiere di regista come qualcuno che all’erta, scruta l’azione dell’attore. Con questi strumenti

“Il teatro mi permette di non appartenere a nessun luogo, di non essere ancorato a una sola prospettiva, di rimanere in transizione”.
Durante il suo viaggio di emigrante B. forgiò gli strumenti per il mestiere di regista come qualcuno che all’erta, scruta l’azione dell’attore. Con questi strumenti ha appreso a vedere, a individuare dove, nel corpo, nasce un impulso, come si muove, secondo quale dinamismo e tragitto. Ciò che osservò B. è la capacità dei suoi attori di entrare in un determinato scheletro/pelle – comportamento scenico, un particolare uso del corpo, una tecnica specifica – di uscirne fuori. Nello studio che B. intraprese delle diverse tipologie di teatro esistenti nelle diversi stati, notò che nell’Odin Teatret gli attori dopo alcuni anni di training, hanno la tendenza ad assumere una posizione in cui le ginocchia, appena appena piegate, contengono il sats, l’impulso all’azione che ancora si ignora e che può andare in qualsiasi direzione. Questa postura viene tenuta dai attori o danzatori asiatici. Tutto ciò lo portò a comprendere il primo principio dell’Antropologia Teatrale: l’alterazione dell’equilibrio.
Antropologia teatrale è lo studio del comportamento scenico pre-espressivo che sta alla base dei differenti generi, stili ruoli, e delle tradizioni personali o collettive. Secondo Barba in una situazione di rappresentazione organizzata la presenza dell’attore si modella secondo l’utilizzazione extra-quotidiana del corpo-mente, ed è ciò che si chiama tecnica. La presenza dell’attore, il suo bios scenico, permettono di tenere l’attenzione dello spettatore prima di trasmettere qualsiasi messaggio.
La base pre-espressiva costituisce il livello di organizzazione elementare del teatro. La professione dell’attore inizia con l’assimilazione di un bagaglio tecnico che viene personalizzato. La conoscenza del bios scenico permette di apprendere ad apprendere. Il lavoro dell’attore fonde tre diversi aspetti corrispondenti a tre livelli di organizzazione ben distinguibili.
Il primo aspetto è individuale. Il secondo è comune a tutti coloro che praticano lo stesso genere spettacolare. Il terzo concerne attori di tempi e culture diversi. I tre Aspetti sono:
1. la personalità dell’attore, la sua sensibilità, la sua intelligenza artistica, la sua individualità sociale che rendono il singolo attore unico e irripetibile.
2. La particolarità della tradizione scenica e del contesto storico-culturale attraverso cui l’irripetibile personalità dell’attore si manifesta.
3. L’utilizzazione del corpo-mente secondo tecniche extra-quotidiane basate su principi-che-ritornano transculturali, che definiscono il campo della pre-espressività. I primi due aspetti determinano il passaggio dalla pre-espressività alla rapprentazione. Il terzo è ciò che non varia, è il livello del bios scenico, il livello biologico del teatro sul quale si fondano le diverse tecniche, le utilizzazioni particolari della presenza scenica e del dinamismo dell’attore.

 

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