cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

La Commedia dell’Arte

Come reazione ad un teatro colto, quello tipico del Rinascimento, emerge un genere indirizzato al popolo, la Commedia dell’Arte, che trae le sue origini dalla commedia buffonesca, delle maschere e dell’improvvisazione, tipica della Grecia classica.
Gli argomenti della commedia dell’arte vengono tratti sia dal mondo classico (da autori come Plauto e Terenzio), sia dalla satira e dalla parodia dei temi trattati nel teatro erudito del momento. Gli spettacoli si svolgono essenzialmente sull’improvvisazione, con il semplice ausilio di un “canovaccio”, ovvero di un abbozzo di trama, libero di essere arricchito e ampliato sul momento.
Lo stile della recitazione si trasforma rispetto ai periodi precedenti, grazie a queste maschere del teatro.
Nascono in questo momento le maschere: Pantalone, ricco, avaro, vecchio e brontolone; Balanzon, losco faccendiere, talora medico, altre volte avvocato; Capitan Fracassa, parodia dell’eroe militaresco, che manda allo sbaraglio il suo esercito o la truppa; Brighella, il servo furbo; Arlecchino, il servo sciocco; Colombina, la servetta plebea, innamorata generalmente di Brighella o Arlecchino.
In Francia, Moliere subì molto le influenze della commedia dell’Arte italiana e si definì come autore comico. Proveniente dalla classe borghese, nelle sue opere i protagonisti sono degli anti-eroi: personaggi del popolo, che vivono avventure quotidiane e ispirate al verismo. Il suo credo fu quello di non contrastare la natura con nessun tipo di divieto o regola imposta e di seguire il richiamo dei sensi e dei desideri. Nel Don Giovanni, tutto ciò viene sintetizzato e incluso.

 
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