I drammi teatrali didattici e pedagogici di Bertold Brecht
10 Ottobre 2009 amministratore

I drammi didattici e Bertold Brecht

Nei drammi didattici, Brecth (1898-1956) ipotizza situazioni che possono e devono essere cambiate, innescando processi attivi all’interno dello spettatore. “Mutando il mondo, mutatevi!”, è il motto che in più di un’opera trapela dal pensiero dell’autore.
Brecht ha più volte polemizzato con il teatro “borghese”, ovvero contro tutte quelle forme di manifestazione sceniche finalizzate a divertire, ma non a far pensare lo spettatore.
Brecht ritiene invece che il teatro debba svolgere una funzione pedagogica, passando così da una funzione di puro divertimento, ad una di insegnamento. Questa visione è molto vicina agli intenti del teatro evolutivo, fermo restando le diversità di fondo, teoriche e storiche. Oltre alla più nota “Opera da tre soldi”, un’altra opera di Brecht in cui si comprende bene il fine didascalico è “L’eccezione e la regola”, del 1930. E’ la storia di un mercante che, durante una spedizione in compagnia di un portatore di cui diffida, scambia la borraccia che quegli gli offre per una pietra, e ritenendolo malintenzionato, lo uccide. Ma il giudice non lo condanna, perché essendo ricco e potente, riesce a corrompere quest’ultimo. Alla fine del dramma didattico, gli attori in coro cantano “Avete ascoltato e avete veduto/ ciò che è abituale, ciò che succede ogni giorno/ Ma noi vi preghiamo: anche quello che ormai è consueto, trovatelo strano!”. L’invito è quindi quello di continuare a credere nei valori etici, anche di fronte a comportamenti di corruzione, a continuare a denunciare con coraggio le ingiustizie e i soprusi, anche laddove apparentemente sembrerebbe inutile farlo. Quello che sembra eterno, va comunque analizzato e messo in discussione, esorta Brecht.
In questo senso, nei drammi brechtiani, appaiono spesso esempi negativi, per stimolare lo spettatore, anche attraverso l’attivazione della rabbia o dello sdegno, ad una reazione, aiutandolo a uscire dal disinteresse e dal qualunquismo.
Con l’avvento del Terzo Reich, la scena tedesca si svuotò, ed anche Brecht, fu costretto ad andare in esilio; non potendo esprimersi più liberamente, iniziò ad usare la parabola e le favole, per veicolare così i suoi messaggi. Scrive così ad esempio “Una favola terrificante”, ambientata a Luma, fantastica città in cui vivono

 
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