LOTTA PER L'ITALIA (1494-1516)
LOTTA PER L'ITALIA (1494-1516)
A partire dal 1483, Carlo VIII di Francia,
in quanto discendente degli Angioini inizia ad avanzare pretese
sul Regno di Napoli, e si prepara alla conquista con il Trattato
di Etaples (1492), stipulato con l'Inghilterra. Riuscirà a conquistarlo
due anni dopo, grazie all'alleanza con Ludovico il Moro, duca di
Milano.
Questo evento scosse brutalmente il sistema degli Stati italiani.
A Firenze i medici vennero cacciati, e frate Girolamo Savonarola
(1452-98) istituì una teocrazia democratica, ma dopo essere Stato
scomunicato da papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia), venne bruciato
come eretico.
Nel frattempo la Spagna e gli Asburgo, preoccupati per l'avanzata
dei Francesi costrinsero Carlo a ritirarsi, costituendo una lega
alla quale si associarono anche l'Inghilterra e gli Stati italiani
(1495).
Alcuni anni dopo, nel 1498, Luigi XII di Francia tentò una nuova
offensiva, questa volta contro Ludovico, in qualità di erede dei
Visconti, e si trovò ad appoggiare le mire di Alessandro VI a favore
di suo figlio Cesare Borgia (detto il Valentino). Grazie all'appoggio
del re di Francia i Borgia riuscirono a conquistare un vasto dominio
in Romagna, che però crollò alla morte di Alessandro VI.
Nel 1504, il Trattato di Blois, determinò l'inizio del predominio
spagnolo-asburgico in Italia, e nel 1511, papa Giulio II (Giuliano
della Rovere) si alleò con la Spagna, Venezia e la Svizzera, creando
la "Lega Santa", per liberare l'Italia dai Francesi ("fuori i barbari").
La Francia e gli Asburgo di Spagna si scontrarono numerose volte
per il dominio in Italia, e il conflitto tra le due parti crea il
principio politico dell'equilibrio, a cui si sono ispirate le coalizioni
fra gli stati dell'Europa Occidentale, fino al XVIII secolo.