L'ITALIA MERIDIONALE E I NORMANNI (VIII-X sec.)
L'ITALIA MERIDIONALE E I NORMANNI (VIII-X sec.)
I Normanni, popolazione nota nel più alto
Medioevo con il nome di Vichinghi, dalla Scandinavia, si espansero,
fin dai sec. VIII e IX, per tutta l'Europa, raggiungendo i punti
più lontani del mondo allora conosciuto, dall'Islanda alle coste
dell'Inghilterra, dal Capo Nord al Mar Bianco. Un gruppo di questi
Vichinghi risalì la foce della Senna, e si arrestò, durante il sec.
X, nel territorio carolingio. Capeggiati da Rollone, ottennero da
Carlo il Semplice quella regione che nel 911 fu elevata a ducato
di Normandia e che, nei 150 anni successivi, divenne uno degli Stati
più potenti della cristianità latina. Fu infatti il sec. XI a vedere
le più grandi imprese dei Normanni, latinizzati nella lingua, parzialmente
nel costume ed ormai cristiani.
In Italia, la presenza dei Normanni, per lo più pellegrini, è ricordata
fin dai sec. IX e X, mentre le prime compagnie di ventura si trovano
in azione durante la rivolta anti-bizantina di Melo di Bari, nel
1017. Nel 1030, con la donazione, da parte del duca di Napoli Sergio
IV, della contea di Aversa a Rainolfo Drengot, si ebbe il primo
possesso stabile dei Normanni in Italia. Tuttavia le gesta più vistose
furono compiute dai membri della famiglia Tancredi di Altavilla
(Hauteville). Roberto il Guiscardo, figlio di Tancredi, ricevette
da papa Nicolò II, durante il Concilio di Melfi, l'investitura del
Ducato di Puglia e Calabria, come feudi della Chiesa (1059), e dopo
aver tolto ai Bizantini le città di Napoli, Gaeta, Amalfi, Bari
e Reggio (1077), conquistò Salerno, che fece capitale del suo Stato.
L'ambizione di Roberto non si fermò, e si estese al Vicino Oriente
dove sconfisse i Bizantini a Tessalonica. Il fratello Ruggero si
dedicò invece alla Sicilia, al tempo occupata dagli Arabi. Prese
Messina, espugnò Palermo (1072) e dopo vent'anni si fece proclamare
conte di Sicilia.
Alla morte di Roberto, per febbre a Corfù (1085), i suoi figli,
Boemondo, principe di Antiochia, e Ruggero Borsa, duca di Puglia
e Calabria, si divisero i beni paterni. Infine con l'incoronazione
a Palermo di Ruggero II (1130), nipote di Tancredi, il più avveduto
e saggio dei sovrani normanni, avvenne l'unificazione dell'Italia
meridionale. Quando nel 1189 morì Gulglielmo II il buono, ultimo
discendente dei re normanni, il Regno passò nelle mani di Enrico
VI di Svevia, che aveva sposato sua zia Costanza d'Altavilla.
Il feudalesimo dei Normanni fu tenuto a freno da un forte governo
centrale provvisto di esercito proprio. La Sicilia ebbe anche una
specie di parlamento formato da un braccio militare ed uno ecclesiastico:
questo organo deliberava sul donativo da fare al sovrano e poteva
proporre nuove leggi.