Cuba e gli USA negli anni '60
Cuba e gli USA negli anni
'60
L'aperta rottura di Cuba con gli Stati Uniti avvenne il 3 gennaio 1961.
Fu l'atto conclusivo di un processo, portato avanti dagli Stati Uniti,
che si esplicò in varie fasi: la nazionalizzazione, gli espropri da
parte degli USA, la riduzione della quota dello zucchero (principale
prodotto cubano) esportato negli USA (da 700.000 a 40.000), e l'embargo
americano alle forniture commerciali dell'isola.
Il 17 aprile, si verificò un altro fatto che permise a Castro di rafforzare
il suo potere. Un contingente di truppe di cubani, contrari alla rivoluzione
socialista attuata a Cuba, sostenuti dagli stati Uniti, partirono dalla
Florida e tentarono uno sbarco nella baia dei Porci (Cochinos).
Vennero però sconfitti e furono catturati 1.197 prigionieri, ed il 1º
maggio 1961 Cuba fu proclamata la prima repubblica democratica socialista
d'America.
La politica cubana, condizionata da un'economia fragile, fondata sulla
monocoltura dello zucchero e soffocata dal blocco americano, rimase
ingabbiata nella dipendenza dall'URSS, per lungo tempo, anche perché
gli sforzi fatti per incrementare la produzione agricola nazionale non
ebbero i risultati sperati.