benessere
10 Ottobre 2009 amministratore

La Conoscenza




L'accettazione profonda costituire l'impalcatura centrale dell'attitudine di un ricercatore. Non esiste una qualità più importante di questa per un ricercatore di Verità. La ricerca spirituale è un processo di conoscenza teso a portare la luce nel buio della materia.
Nel cammino della ricerca io non so cosa incontrerò: non riesco a prevederlo. Non posso sapere che dopo questo passo seguirà quell'esperienza: la ricerca vera non è preconfezionata, ma va condotta armati di uno strumento particolare, appartenente al bambino: la meraviglia. Se accetto qualsiasi possibilità di incontro, in qualsiasi momento, vuol dire che non mi aspetto nulla e quindi, tutto ciò che incontro posso accettarlo e vivere quel pizzico di meraviglia che conferisce alle esperienze un delicato alone di magia.
Nella conoscenza accettare ciò che incontro è la premessa per poter conoscermi e per conoscere realmente la Vita. Nello Yatra questa caratteristica viene amplificata all'ennesima potenza, per cui sono possibili fenomeni quali l'apparizione del folletto che Mariapia ci ha concesso di incontrare, o di altri personaggi interni che abbiamo avuto il piacere, e non solo, di conoscere un po' più da vicino.
Accettazione profonda vuol dire tenere in mano un oggetto per poterlo osservare: se non lo accetto, lo lascio cadere e questo significa mettere distanza tra la mia immagine e l'oggetto che va ad infrangerla. Ciò significa che io vivo come uno schiavo della mia immagine, che non posso infrangere, perché ho troppa paura di sapere chi sono, per cui, ogni volta che mi si presenta un'esperienza poco sintonica con la mia immagine, cerco di scansarmi, o di attribuire la colpa dell'accaduto all'esterno, magari alla persona che amo di più. Magari, raccontandomi che faccio tutto questo all'insegna dell'"amore per me stesso".
Quanto più ci spingiamo nella conoscenza di noi stessi, tanto più l'accettazione di ciò che incontriamo va mantenuta salda e robusta. Infatti, scendendo in profondità dentro di noi, dobbiamo accettare di lasciare per strada una serie di strumenti, tra cui il giudizio. Giudicare significa etichettare e prendere distanza da qualcosa che non riesco ad accettare, quindi, tecnicamente è uno strumento prezioso solo per chi ha desiderio di mantenere integra la propria immagine. Entrare nella conoscenza profonda con il giudizio equivale ad entrare nella grotta che abbiamo esplorato nello Yatra con un lungo cannone: fino a che punto avremmo potuto procedere senza lasciarlo?
Conoscersi in profondità, infatti, vuol dire andare ad esplorare le immagini più buie, più intime di noi stessi, per accettarci proprio su quelle caratteristiche che ci aiutano a sgretolare l'immagine di noi stessi.
In questo percorso, ad un certo punto, si comincia ad assistere ad una forza nuova, che parte dal centro di noi stessi: è il Sé che comincia a pilotare alcuni frammenti della nostra mente ed allora cominciano a vedersi alcune esperienze interessanti… veramente interessanti.
Questo è l'inizio della Libertà.


pagina precedente

torna su

 
Joomla SEO powered by JoomSEF
Login Area

Newsletter

Iscriviti gratis riceverai così le notizie di ItaliaDonna via e-mail:
News Ricette



Chiudi