benessere
10 Ottobre 2009 amministratore

L'Istinto al servizio dello Spirito




Tutto ciò che osserviamo nella società esterna corrisponde alla modalità con cui è organizzata l'energia all'interno di noi stessi, perché è vero che le istituzioni insegnano a controllare il potere ed influenzano i singoli uomini, come è vero che sono i singoli uomini a creare ed a mantenere le istituzioni. Pertanto, dovremmo ritrovare lo stesso tipo di controllo del potere nelle singole persone.
A livello di organizzazione di personalità, il meccanismo della scissione, prima accennato, sembra essere il principio che guida la costruzione e l'orientamento della personalità umana. Ciò vale sia per le diverse culture, che per le differenti epoche, anche se il materiale usato per la costruzione è variabile. Ad esempio, un friulano scinde la realtà in modo diverso da un siciliano, anche se entrambi adoperano la scissione per controllare il proprio potere, per identificarsi con l'immagine di "buono" che la propria cultura propone e per allontanare dalla coscienza i vissuti spiacevoli.
Se pensiamo ai diversi chakra dell'essere umano, ci accorgiamo che esiste un potere per ogni centro energetico, ciascuno con una particolare qualità e vibrazione. Se una persona si mostra gelosa, o avida, possiamo ricondurre questo atteggiamento al 1° chakra, allo stesso modo, possiamo connettere la seduttività al 2° chakra, la rabbia al 3°, l'amore al 4° e così via. Pertanto, l'uomo, attraverso i vari centri energetici, gestisce differenti tipi di potere, nella sua vita di tutti i giorni. Realizzare un percorso di crescita significa imparare gradualmente a gestire l'energia di tutti i chakra, comprendendo che un chakra non è meglio di un altro, perché se esistono diverse forme di energia, ciò appartiene ad un senso preciso. Inoltre, ciascun chakra può essere adeguato o meno all'evoluzione non in termini assoluti, ma in riferimento alla fase particolare che si sta affrontando.
Per esempio, se si condivide apertamente con altri compagni, in un contenitore ad alta tenuta (come un gruppo ricerca) e si mantiene attivata l'energia del 1° chakra (ostinazione e diffidenza), invece di aprirsi a quella dei chakra più elevati, si sta sprecando un'opportunità (si sta peccando). Lo stesso tipo di energia, invece, può risultare preziosissima se va a nutrire un progetto, che altrimenti, risulterebbe idealistico e poco realizzabile, di una qualità di concretezza.
Se si confonde l'energia del 2° chakra con quella del 4°, si produce una confusione che non porterà alcun frutto evolutivo. Allo stesso tempo, aprire il cuore senza passare per l'energia dei chakra sottostanti, produce un'energia stucchevole e poco utile. Ogni centro di energia ha la sua ragione di esistere e ciò appare chiaro solo se l'obiettivo è la ricerca di un'evoluzione armonica (il vero Potere dell'Uomo).
La collocazione dei centri di energia dell'uomo, pertanto, mostra una strada, che va percorsa dal basso in alto e dall'alto in basso. La sadhana mattutina va a stimolare particolarmente la Kundalini dei primi chakra, per stimolarla a salire verso l'alto. Salendo lentamente lungo i canali energetici della colonna, quest'energia primordiale, istintiva, "accende" gli altri centri energetici, aprendoli. Quando si apre un centro, comincia ad emettere le vibrazioni tipiche della sua energia, che si irradiano sia dentro il corpo, che all'esterno, attraverso lo sguardo, i gesti, i comportamenti e le parole. Per esempio, l'energia del 4° chakra viaggia verso gli altri cuori, entrando e realizzando un reciproco nutrimento, o focalizzando la presenza di un ostacolo: se cerco di aprire il cuore di chi mi sta davanti e la mia energia incontra una chiusura, registro ciò avvertendo una sensazione di tristezza (i cuori condividono ugualmente).
A sua volta, un cuore aperto dall'energia istintiva proveniente dai primi chakra, modifica il funzionamento di questi centri, ripulendoli, armonizzandoli ed imparando a gestirli, proprio come sulla terra il destino dell'uomo è quello di gestire (non schiacciare, o danneggiare) gli animali.
Senza gestire l'energia degli istinti, quindi, è impossibile accedere ai chakra elevati, cioè all'energia spirituale, che resta una pura potenzialità, se non incontra l'energia degli istinti, opportunamente trasformata da quell'alchimia quotidiana dello Yoga e della Meditazione, grazie alla quale cielo e terra, ogni giorno, si incontrano al cuore.


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