L'illusione che la guerra sia fuori
Non troppo tempo fa ho incontrato una coppia in crisi: lei è abilissima
a leggere le emozioni, a soffermarsi su queste, a condividerle, ma
è imbranata nell'organizzazione della vita in genere; lui, invece,
è solo cervello e capacità organizzative. Mi raccontano la loro crisi
come se parlassero di due situazione diverse. A quanto pare, non sono
riusciti né a stare armonicamente assieme, né a separarsi. Il punto
è che si sono arenati, come tantissime altre coppie, su un incastro
illusorio: a me manca un pezzo, ma ce l'hai tu, a te ne manca uno
che ho io, il gioco è fatto, basta non lasciarsi più. Ciò che l'illusione
non lascia vedere è che non ci si può neanche avvicinare più di tanto,
perché si incontrerebbe la fragilità propria e dell'altro e ciò è
troppo spaventoso e, inoltre, non è previsto nel contratto. Allora,
cosa succede? Che la guerra viene condotta su di un altro piano, all'esterno.
Lo slittamento dei vari piani è chiaro:
1. porto dentro di me tanti pezzi che non riesco ad armonizzare; (la
guerra dentro di me)
2. trovo la scorciatoia del cercare un partner che possiede capacità
che a me mancano e che non riesco (voglio) sviluppare; (nasce l'illusione
della scorciatoia)
3. le cose non vanno, non capisco, è colpa sua, il problema è lui
(o lei); (la guerra nella coppia)
4. convinco gli altri, soprattutto le persone più care, che le cose
sono come dico io, mentre lui (o lei) fa lo stesso; (la guerra fuori)
Non è difficile immaginare quali saranno le conseguenze della guerra
fuori, se il campo di battaglia è un bambino, come spesso accade.
Le guerre, a tutti i livelli, esisteranno finché esisterà l'illusione
che dentro non c'è guerra. Ma come può non esserci guerra all'interno
di ogni essere umano, se le generazioni passate non hanno coltivato
la consapevolezza?
La vera guerra è quella che ciascun essere umano porta nel proprio
petto, così come la sola rivoluzione che possa sfociare in un vittoria
per tutti è la rivoluzione della consapevolezza. Per questo un ricercatore
deve porsi nell'attitudine di un guerriero, per affrontare, una alla
volta, tutte le battaglie necessarie per portare il Sé al comando
della propria vita.
Alla luce di quest'ottica, diviene più chiaro perché alcune esperienze,
come la Sadhana, o alcune Meditazioni, faticose sul piano fisico,
devono portare attrito.
Senza attrito non c'è calore.
Senza calore non c'è trasformazione.
Senza trasformazione non c'è crescita.
E non c'è illusione che tenga.
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