10 Ottobre 2009
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ARTE DELLA POESIA ESPRESSIONE DELLA CULTURA
Rituale e ordine risultano gli elementi primari che contraddistinguono la cultura e per percepirli in ogni forma e espressione di cultura dobbiamo coltivare l'immaginazione creativa. Un lampo di luce sfolgora nella mente che aspira. L'immaginazione, ossia la capacità di creare immagini, congiunge mente e cervello, esteriorizzando in questo modo la forma, l'uso dell'immaginazione creativa si può rilevare nei vari campi dell'arte umana, ricordando tuttavia che la vera arte creativa è un' espressione dell'anima.
La poesia rappresenta una forma d'immaginazione creativa dove l'anima diviene l'unico agente di creazione. Possiamo intendere la poesia come uno strumento a disposizione dell'uomo per ripristinare l'ordine: un ordine, un ritmo armonico nel caos della manifestazione che, inoltre, lo mette in condizione di edificare forme divine sempre più somiglianti agli archetipi. Pertanto il compito primo dell'artista, nelle varie discipline di espressione (poesia, musica ecc.) è di allinearsi, di meditare ponendo l'attenzione sul mondo del significato per poter esprimere le idee divine in forme adeguate. Ciò implica una grande disciplina a cui l'artista deve sottoporsi senza il timore che la mente paralizzi l'azione ma rappresenti invece un canale per il passaggio della luce, materia primaria e intelligibile che ogni forma dove irradiare.
Un poeta che sicuramente usa un linguaggio legato all'immaginazione creativa è Dante Alighieri con la sua opera "la Divina Commedia".
Il disegno dei mondi ultraterreni, esplorati nell'opera, è scolpito con precisione geometrica e le proporzioni numeriche sono strettamente serbate anche nella ripartizione dei versi tra le tre cantiche. L'essenza della sua poesia si commisura perfettamente al criterio del ritmo.
Possiamo rilevare una divina influenza dell'ideale matematico sui criteri di strutturazione dell'opera. Tali criteri appartengono alla creazione artistica propria dell'anima che è in grado di esprimere una forma particolare di bellezza che si estrinseca nella disciplina armonizzatrice e nella divina proporzione, con regole di misura e canoni di razionalità architettonica.
Osserviamo da vicino una sua terzina e notiamo come essa racchiuda in se la forza della creazione divina: Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura , chè la dritta via era smarrita
Nel mezzo del cammino dell'esistenza Dante si ritrova nella selva oscura poiché ha smarrito la via dell'amore. La coscienza umana, prima delle tre coscienze superiori (planetaria,universale,cosmica) si trova a metà strada del percorso iniziatico che ogni creatura deve compiere per giungere sino alla coscienza cosmica e ritornare alla casa del Padre.
Questo percorso è un percorso di progressive morti e rinascite che determinano passaggi e prove fondamentali. Solo nel continuo nascere e morire l'uomo evolve...
Nella Divina Commedia troviamo un linguaggio trinitario che supera il dualismo. Ogni realtà descritta, ogni prova affrontata, implica sempre un terzo punto d'unione tra due realtà che entrano in rapporto. Il terzo punto è la creazione di qualcosa di nuovo, l'iniziazione conseguita che funge da fondamento per il passo seguente da compiersi. La suddivisione ideale dell'opera nelle forme: inferno, purgatorio e paradiso, vuole esprimere rispettivamente il vedere, la purificazione e la trasmutazione e ciascuno stadio è intimamente connesso all'altro senza possibilità di alcuna omissione.
Questo cammino iniziatico si conclude con il raggiungimento dell'equilibrio in cui domina l'amore, quella realtà che "muove il sole e le stelle" che non è la forza centripeta del desiderio ma la forza centrifuga propria del vero amore che inonda il mondo di energia radiante.
Per esprimere questo amore è necessario essere realizzati e la realizzazione non è che la completa trasformazione di se stessi.
Fonte: Associazione Pax Cultura
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