10 Ottobre 2009
amministratore
Creiamo la nuova Cultura nell’Ambiente
La Scienza dello Spirito afferma che la Cultura è l'emanazione di un pensiero che produce luce. In altri termini, ci viene detto che la Cultura è il "culto di Ur", vale a dire "il culto della luce", tutto ciò che porta a chiarezza, trasparenza, pulizia, positività, espansione di coscienza, il semplice parlare chiaro. La cultura è il prodotto della Civiltà e nasce dalla "coltivazione" del suono emesso dalla medesima, è una "mappa di orientamento" che ci dà le coordinate di come muoverci nella vita; porta nella coscienza il mondo dei valori; che significa, anche, rispondere allo stato di necessità del momento, finalizzato all'evoluzione, in modo intelligente, cioè con la luce divina.
Se la cultura è la coltivazione del suono emesso dalla società, ossia il suo grado di civiltà, allora non ci dilunghiamo a descrivere quello emesso dalla civiltà attuale rispetto alle tematiche ambientali, esso è già fortemente "udibile" da tutti; per di più le tematiche collegate ai mutamenti climatici sono divenute argomento di discussione delle cronache quotidiane.
Se è pur vero che su tutto il pianeta si vedono disarmonia e disordine, dovute proprio alla continua emissione di note disarmoniche e distruttive, è anche vero che l'organismo Terra e la sua Anima posseggono forze e capacità di reazione di gran lunga superiori ad ogni "azione umana".
Solo per citare alcuni esempi ricordiamo l'eruzione del vulcano Tambura, Filippine, 1815. Le conseguenze portarono ad un abbassamento medio della temperatura globale di due gradi. Nel 1883 tocca poi al Krakatoa, Indonesia (it.wikipedia.org/wiki/Krakatoa). Fino ad arrivare al recente 1991, quando è il turno del Pinatubo, ancora nelle Filippine; uno studio sulle conseguenze climatiche e ambientali pubblicato sulla rivista Nature (vol. 438, numero 7064), dell'Antarctic Climate and Ecosystems Cooperative Research Centre di Hobart - Australia, lo ritiene responsabile dell'abbassamento del livello dei mari di circa 6 millimetri nell'anno successivo all'eruzione. Da quel momento in poi, il mare si è innalzato di circa 0,5 millimetri in più ogni anno per dieci anni, per effetto del "rimbalzo", oltre a quanto già causato dal surriscaldamento globale.
Questi "fenomeni naturali", le cui origini e ragioni ben precise non sono oggetto di questo articolo, indicano, secondo noi, due cose precise: innanzi tutto che sono sempre all'opera leggi ed energie che sfuggono alla comprensione dell'essere umano orientato in senso materialistico; in secondo luogo che le previsioni catastrofiche che provengono dagli studiosi della materia devono essere ridimensionate alla luce della consapevolezza che esiste una Gerarchia Spirituale del Pianeta che veglia sui destini dell'umanità.
Queste considerazioni, ovviamente, non ci autorizzano a vivere senza il dovuto rispetto delle leggi di natura e dell'ambiente, in armonia coi regni minerale, vegetale e animale, che con noi condividono l'esperienza sul pianeta. Quello che vogliamo costruire è una Cultura dell'Ambiente diversa, e possiamo farlo cercando di udire quel tenue suono che una piccola parte della società, in questo caso "Civile", emette. In estrema sintesi è evidente come la principale fonte energetica attuale, il petrolio, sia la calzante espressione dell'azione ampiamente emotiva con cui l'umanità esprime i suoi rapporti, esso infatti è liquido, nero, denso e inquinante.
Detto in altri termini, ciò che rallenta la diffusione di quella "nota armonica" è sempre la medesima ragione, in ogni tempo e ad ogni latitudine: l'egoismo dell'uomo che non sa rinunciare ai suoi desideri. Come umanità dobbiamo imparare a controllare il desiderio e a trasformarlo in aspirazione spirituale permeata di volontà di bene per l'organismo più grande in cui "ci muoviamo e siamo".
La conoscenza e l'accettazione delle Leggi, che indicano nuovi punti di riferimento rispetto all'ordinario, cambia completamente il modo di muoversi nella vita e le scelte che si fanno.
Riassumendo, possiamo dire che come esseri umani dobbiamo mirare a:
- controllare il desiderio
- semplificare la vita: poco è bello!
- coltivare l'arte di accontentarsi
- ridurre gli sprechi in tutti i campi
- ridurre fino all'annullamento le produzioni
inutili, nocive, tossiche - usare energie pulite e rinnovabili
- utilizzare materiali riciclabili
- rispettare le altre forme di vita
- tendere all'armonia in ogni settore della vita.
Il genio umano è all'opera per rimediare ai danni che esso stesso ha prodotto e gli uomini migliori si stanno dedicando al compito di risanare la terra, l'aria e l'acqua, anche se molto resta ancora da fare.
Utilizzando internet, uno degli strumenti della nostra civiltà che può diventare un vero veicolo al servizio della Cultura, possiamo consultare dettagliatamente le iniziative delle Amministrazioni Pubbliche e Associazioni Private che hanno saputo concretizzare "politiche (civiltà-culture) ambientali" veramente alternative (vedi ad esempio:www.comunivirtuosi.org/).
Sono molte le iniziative concrete sulla Green Public Procurement (GPP), volte a "rendere verdi" gli acquisti pubblici adottando criteri ambientali nelle procedure d'acquisto degli enti locali e della Pubblica Amministrazione, sulle strategie di sviluppo sostenibile mirate a ridurre gli impatti ambientali dei processi di consumo e produzione, attraverso una gestione più responsabile delle risorse naturali e dei rifiuti.
Progetti realizzati e continue iniziative per: mobilità sostenibile, risparmio idrico, valorizzazione del territorio, autocostruzione sociale, risparmio energetico, servizi di tesoreria pubblica utilizzando finanza etica, bioarchitettura, e molti altri. Tutto nell'ambito della Strategia Europea per lo Sviluppo Sostenibile approvata dal consiglio europeo di Goteborg nel giugno 2001.
Parlare di Cultura dell'Ambiente c'induce necessariamente a parlare d'energia e delle sue fonti, argomento assai caro alla Scienza dello Spirito di cui uno dei principi cardine è il ben noto assunto "L'Energia segue il Pensiero". In merito alle politiche energetiche è doveroso sottolineare la marcata diversità tra la situazione italiana e quella svizzera, con evidente vantaggio, in termini evolutivi, dei fratelli svizzeri. Tralasciamo anche la situazione di molti stati membri dell'Unione Europea, il cui suono è molto più "armonico" del nostro.
Un importante contributo al risanamento dell'ambiente sta venendo dal perfezionamento delle cosiddette "celle fotovoltaiche", le quali convertono la luce emessa dal sole in energia elettrica. Osservando la cosa dal punto di vista simbolico, oltre che concreto, traiamo spunto per delle considerazioni interessanti.
Scienza Positivista e Scienza dello Spirito sono concordi nell'affermare che la vita proviene dal Sole: il Sole è nostro Padre, seppur per motivi profondamente diversi.
Secondo la prima la vita è possibile sul nostro pianeta per la presenza delle piante che trasformano, attraverso un processo detto di fotosintesi clorofilliana, la luce proveniente dal sole in materiale organico che entra nella catena alimentare, fornendo il cibo alle specie superiori. Il materiale organico, attraverso lunghe ere, si è trasformato in quelle sostanze fossili, fonti di energia, che l'uomo ha imparato ad utilizzare così bene per i suoi bisogni, come il carbone, il petrolio, il gas naturale. Secondo la Scienza dello Spirito, esistono almeno tre forze diverse e distinte emanate dal sole che giungono sul nostro pianeta e permettono la vita.
La prima comprende tutte le energie fisiche conosciute, come l'elettricità, la luce, il calore e via dicendo, e corrisponde a quell'energia solare che le piante utilizzano per la fotosintesi; la seconda è la forza vitale la cui esistenza inizia oggi ad essere indagata da parte degli scienziati; l'ultima è conosciuta da pochissimi1.
L'uomo sta imparando a trasformare direttamente l'energia proveniente dal sole, senza per così dire l'intermediazione di lunghi periodi di "lavoro" della Natura, ma questa, ci viene detto, è una fase transitoria, la vera rivoluzione sarà l'uso dell'energia atomica, non più attraverso la fissione come oggi accade, bensì attraverso il processo di "fusione".
Diamo un'occhiata a cosa ci diceva in proposito, già il 9 agosto 1945, la Scienza dello Spirito.
"L'uso costruttivo dell'energia atomica e il suo sfruttamento per migliorare le condizioni dell'umanità sono il vero scopo; questa energia vivente nella sostanza stessa, finora racchiusa nell'atomo e imprigionata in queste forme ultime di vita, può essere volta interamente al bene e può determinare una tale rivoluzione nell'esperienza umana che (solo da questo punto di vista) richiederà e determinerà una struttura economica mondiale nuova.
Alle Nazioni Unite spetta il compito di proteggere questa energia (atomica) liberata e impedirne l'uso errato. È una "forza salvatrice" e ha in sé il potere di ricostruire, riabilitare e restaurare. Il suo uso corretto potrà abolire la miseria, portare il benessere (e non il lusso inutile) a tutti gli abitanti del pianeta; la sua espressione sotto forma di vivere corretto, se motivata da giuste relazioni umane, produrrà bellezza, calore, colore, l'abolizione delle attuali forme di malattia e il ritiro del genere umano da tutte le attività che comportano il lavorare nel sottosuolo, e metterà fine ad ogni schiavitù umana, ad ogni necessità di lavorare o lottare per il possesso e per le cose, e renderà possibile una condizione di vita che permetterà all'uomo di perseguire le mete più elevate dello SpiritoŠ".2 Riportiamo infine, a commento di quanto sopra, una riflessione di Francesco e Gabriella Varetto, tratta dal libro: La Storia nascosta, pag. 112 - Edizioni Synthesis.
"Perché la Scienza dello Spirito afferma che l'energia nucleare è il futuro dell'umanità, mentre l'opinione pubblica ha sviluppato un'accresciuta paura verso il "nucleare" tanto da chiederne il bando completo? L'errore è stato quello di credere che non vi sia una possibilità di produzione dell'energia nucleare senza radioattività e senza scopi militari. In realtà la scienza conosce da oltre 50 anni reazioni sicure e pulite che i nuovi acceleratori e la tecnologia del computer mettono a disposizione della società. In linguaggio tecnico questi procedimenti sono chiamati "cicli a base protonica" e non emettono radiazioni, non lasciano scorie radioattive e non sono esplosivi. I cicli accompagnati da radioattività e forte radiazione sono quelli basati sul neutrone. Le reazioni del ciclo del protone consistono nella fusione di metalli leggeri, come il litio, il berillio e il boro, ottenuta da protoni. Perché allora gli stati non hanno investito fondi per tradurre questa conoscenza in uso civile e industriale? Semplicemente perché questa "fissione" a protoni non ha alcuna applicazione a scopi militari. La fisica nucleare oltretutto non è solo basata sulla "fissione", ma anche sulla "fusione".
Nel 1989 Stanley Pons, noto elettrochimico inglese e Martin Fleischmann, membro della prestigiosa Royal Society, annunciarono al mondo di aver sperimentato in provetta la fusione nucleare, suscitando in tutti speranze che ben presto andarono deluse e il "miracolo dell'energia economica, pulita e pacifica" rimase nel cassetto. La scoperta provocò l'ostilità del mondo scientifico e delle potenti lobbies del petrolio, ben intenzionate a mantenere il loro monopolio energetico (Š).
In questa fase di passaggio e in attesa che gli effetti della fusione ricadano su tutti gli uomini, stanno apparendo energie sostitutive al petrolio ma transitorie, come la propulsione elettrica, il motore a idrogeno, l'energia solare e il metano o "gas freddo".
L'essere umano, possiamo dire, si avvia ad essere quello che le antiche tradizioni hanno più volte ribadito, vale a dire un co-creatore per costruire un mondo veramente nuovo.
Fonte: Associazione Pax Cultura
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