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10 Ottobre 2009 amministratore

Cultura e Religione




Oggi le religioni si trovano in un punto di crisi molto forte, e la causa principale di questo va ricercata nelle loro incapacità di fornire risposte adeguate alle domande che arrivano dall'umanità che attualmente sta sviluppando velocemente le sue capacità mentali.
Gli uomini oggi sono fortemente polarizzati mentalmente, e le domande che si stanno ponendo di questi tempi richiedono risposte adeguate. La religione cattolica è nata nell'Era dei Pesci, sotto l'impulso del Sesto Raggio, e possiamo osservare che la sua cultura (intesa sia come complesso di valori e conoscenze sia come capacità di produrre luce) ora sia ancora fortemente caratterizzata da un ideologia rigida e schematica nata dall'impulso teologico di San Paolo, da un complesso di dogmi che non riflettono la semplicità degli insegnamenti del Cristo. Per fare evolvere gli uomini nell'Era dei Pesci era necessario che superassero il loro egoismo ubbidendo alle richieste che la fede o l'ideologia ponevano loro, però la Chiesa Cattolica li ha portati alla ricerca del potere, alla creazione di una classe di sacerdoti separati dall'umanità e unici tenutari della Parola Divina, al buio del Medioevo e alle aberrazioni dell'Inquisizione.
Oggi, possiamo osservare come in questo momento di decadenza, in cui sembra che tutto sia lecito, esista solo la Chiesa che parla di Valori, che ricorda le Leggi Naturali e le responsabilità che tutti noi abbiamo.
La Chiesa cattolica, malgrado tutti i suoi errori, svolge una funzione importante: quella di essere un punto fermo di riferimento per la "massa" dell'umanità che è sul piano emotivo e che deve cercare di contenere la realizzazione di qualsiasi tipo di desiderio e la ricerca di ogni diritto possibile ed immaginabile. La massa degli uomini ordinari religiosi, cresciuta nella forma-pensiero dell'obbedienza ai dogmi e della sottomissione al clero, vede nella Chiesa il suo punto di riferimento morale e accetta di realizzare nella vita quello che essa dice. Ma se da un lato è giusto e doveroso che la Chiesa sia un punto fermo riguardo ai alcuni valori etici e morali, d'altra parte non si può non osservare che ci sono alcuni punti che devono essere modificati, sia per riportare la Chiesa alla semplicità del messaggio cristico sia per incominciare quel processo che porterà nell'Era dell'Acquario ad una religione unica e mondiale.
Un problema che sta venendo alla luce è quello del celibato dei preti. Durante il Concilio Vaticano II il dibattito che si svolse su questo argomento non arrivò a nessuna soluzione o apertura, con il risultato di spingere migliaia di sacerdoti spretati e sposati a criticare con asprezza e delusione la gerarchia ecclesiastica. Il problema è attualissimo e negli ultimi tempi ha avuto una certa risonanza mediatica il caso di Monsignor Milingo, che nel 2001 contrasse matrimonio pubblico sposandosi con una donna coreana appartenente alla setta di Moon. La notorietà del personaggio, famoso per la sua attività di esorcista e di cantante, attirò le attenzioni dei media che però privilegiarono il pettegolezzo e lo scandalo. Pochi mesi fa l'arcivescovo è riapparso all'attenzione pubblica organizzando un raduno di preti sposati, chiedendo il riconoscimento da parte del Vaticano dell'associazione statunitense Married Priests Now, che raduna i preti sposati americani e addirittura ordinando due nuovi preti già sposati. La reazione da parte del Vaticano è stata inevitabilmente molto dura, con una scomunica ufficiale che però non ha fermato l'attività provocatoria e stimolante del vescovo Milingo.
La riflessione che si vorrebbe aprire è anche quella relativa alla sessualità dei religiosi. Vi sono stati molti scandali in tutto il mondo riguardanti sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia e deviazioni sessuali varie, e appare abbastanza evidente che imporre il celibato possa avere come conseguenza comportamenti deviati e malsani. Una auspicata apertura della Chiesa rispetto il matrimonio dei preti potrebbe riportarli ad una dimensione più umana e naturale, a capire meglio i problemi familiari e a una sessualità trasparente e naturale. L'aspetto più importante sarebbe però quello di cominciare a collegarsi più profondamente al messaggio del Cristo che mandava i suoi discepoli a portare la Sua Parola in mezzo alle genti dando esempio di amore e di fraternità, senza separarsi da loro.
Il Cattolicesimo ha un atteggiamento completamente maschilista, nato dagli scritti (probabilmente manipolati) di San Paolo, che considerava la donna inferiore all'uomo, ed anche da passi biblici che a volte possono essere interpretati in siffatta maniera.
Mentre tutte le grandi religioni e le antiche cosmogonie hanno descritto la Trinità come formata da Padre, Madre e Figlio, la Chiesa cattolica l'ha tradotta in una versione "maschilista" sostituendo il principio femminile con lo Spirito Santo, escludendo le donne dal clero e dai ministeri ordinati.
Questa posizione ha come conseguenza quella di rinunciare alle qualità che le donne potrebbero portare nelle istituzioni clericali, a rinunciare all'energia femminile amorevole ed accogliente, a portare verso la frustrazione molte donne intelligenti che vorrebbero dare un contributo attivo nella Chiesa e invece non possono farlo.
"L'inferno esiste ed è eterno, anche se non ne parla più nessuno". Giorni fa il Papa Ratzinger in una omelia svolta in una parrocchia romana ha rilanciato il luogo della dannazione eterna evocato da secoli dalla tradizione cristiana. Il Papa mette anche in guardia i cattolici dalle "insidie" del demonio "se non si pentiranno dei peccati e non chiederanno il perdono divino".
Possiamo riflettere sull'effetto che parole simili possono provocare, sia nelle masse che nelle persone intelligenti. Le prime reazioni che si possono vedere sono generalmente di sconcerto: evocare immagini, luoghi e figure terrificanti non sembra una maniera adatta ai tempi moderni di impartire lezioni di teologia.
Per secoli il Cattolicesimo ha suscitato sensi di colpa tra i devoti, insistendo sul concetto di peccato ma un simile approccio alla divinità è qualcosa che schiaccia le persone, annienta la gioia e soprattutto mette una distanza abissale tra la Divinità e la massa di peccatori indegna .
Esaminando più attentamente le dichiarazioni papali si può forse capire meglio ciò che il Papa intendeva dire e cioè :"Gesù è venuto a dirci che ci vuole tutti in Paradiso e che l'Inferno esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amoreŠ. la pena principale dell'inferno sta nella separazione eterna da Dio", ma i titoli e una lettura superficiale degli articoli apparsi sui media possono creare fastidio e portare ad interpretazioni affrettate. La necessità di porre molta attenzione all'informazione si è potuta notare anche nella recente questione sorta a riguardo dei DI.CO. (diritti dei conviventi). Il Consiglio della CEI (dei vescovi cattolici) ha emesso la Nota sulle unioni civili, che esprime le indicazioni ecclesiastiche su tale argomento scottante e attualissimo. Il testo della Nota (che assume carattere vincolante per i politici cattolici) afferma con decisione l'inaccettabilità di una legalizzazione delle convivenze sul piano di principio e la sua pericolosità sul piano sociale ed educativo, in quanto l'effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per l'istituzione della famiglia. Ancora più grave viene definita la legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso.
Tuttavia leggendo attentamente il testo si può notare una importante affermazione, cui non viene dato risalto, "i vescovi sono consapevoli che ci sono situazioni concrete nelle quali possono essere utili garanzie e tutele giuridiche per la persona che convive. A questa attenzione i vescovi non sono contrari per principio." Ma tutto questo deve essere fatto senza assicurare una forma di riconoscimento giuridico alternativo alla famiglia (soprattutto di persone dello stesso sesso) ma con un ampliamento della giurisdizione attuale, con una minima modifica di leggi già esistenti.
In questo caso la posizione ufficiale della Chiesa sembra rispondere alla sua funzione di portare l'attenzione sui valori morali, sull'etica, su ciò che non può essere messo in discussione, e dimostra anche di non essere totalmente chiusa in posizioni di principio riguardo alla necessità di assicurare dei ragionevoli diritti a persone conviventi che oggi non li hanno, apertura a cui non è stato dato minimamente risalto.
Bisogna però anche sottolineare lo sforzo che fece Papa Wojtyla per portare alla luce i peccati capitali che la Chiesa ha compiuto nella sua storia, e per chiedere perdono al mondo per tutte le "pagine oscure " e le "devianze dal Vangelo" (crociate, divisioni tra i cristiani, conversioni forzate, maschilismo, inquisizione, persecuzione degli Ebrei ).
Non osò però toccare un tasto importante e gravissimo, ovvero l'immorale ricchezza materiale della Chiesa, che rappresenta il suo peccato più grande.
Questa fu comunque una svolta radicale rispetto all'atteggiamento storico della Chiesa, e Papa Wojtyla accennò anche ad un percorso di redenzione delle religioni verso un insegnamento spirituale che portasse gli uomini a sviluppare le proprie qualità morali, fornendo loro i mezzi per avvicinarli così all'Amore e al Piano Divino.
Questo percorso rappresenta un seme importantissimo da cui potrà un giorno vedere la luce quella Religione Universale che nell'Era dell'Acquario unificherà gli uomini e porrà le condizioni necessarie al ritorno del Cristo. Ma questo seme ha bisogno di cure, di una volontà forte e di una visione chiara che portino al riconoscimento dell'importanza assoluta di questo progetto, e di persone che si dedichino totalmente ad esso.
Al di là di tutto questo occorre però sottolineare che molte sono state e sono le persone appartenenti alla Chiesa che hanno cercato e cercano di vivere onestamente e coerentemente l'insegnamento evangelico. Esse sono presenti sia nei laici che nel clero e costituiscono la base sana della Chiesa. Sono loro che danno ancora credibilità e vitalità a questa grande organizzazione, che portano luce al suo interno e nel mondo, e che danno voce alle istanze intellettuali più elevate.
Potrà essere grazie ad un paziente lavoro all'interno della Chiesa o ad una crisi profonda provocata da eventi non ancora all'orizzonte che incomincerà il suo processo di cambiamento, di crescita spirituale e culturale? Non ci è dato di sapere questo, noi possiamo solo augurarci che ciò accada velocemente e che nasca presto quella Religione Universale che unificherà le Chiese.

Fonte: Associazione Pax Cultura



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