10 Ottobre 2009
amministratore
Politica e Apolitica
La Politica da sempre esige una "gestione etica della società". E lo confermano anche le due parole greche da cui deriva: polis, città, ed ethos, comportamento. Dal comportamento dipende infatti la sorte, la prosperità e la salvezza di una società civile. E proprio questo, il comportamento etico degli organi di potere, è il problema della Politica da sempre.
Agire politicamente, però, non è compito esclusivo di pochi, ma insito nel potere di scelta di ognuno: ciascuno è guida e amministratore, consigliere e mediatore in seno a se stesso e alla propria famiglia di origine. Agire politicamente significa seguire un progetto che viene dall'alto della coscienza per proiettarlo in basso, tramite le basi fondamentali della conoscenza. Il vertice d'incontro di questo triangolo è l'uomo politico: chi non svolge un'azione di attenta mediazione di coscienza e conoscenza nell'azione politica non fa politica. Questa è infatti azione di altissimo pregio e prestigio e lo dimostra il fatto che ha il compito di amministrare le risorse di tutti al fine di garantire tutti.
Agire politicamente significa rappresentare con dignità e legalità il proprio Paese nel consesso delle Nazioni, e mettere a disposizione le proprie capacità con l'unico fine di collaborare alla crescita di popoli sempre più solidali, così come le guide spirituali educano ed illuminano le anime ad integrare le proprie personalità sulla Terra.
Entrare in politica per impossessarsi delle risorse umane manipolandole, tenendole in scacco o, peggio, affidandole a chi non le merita, non è politica ma malaffare. Il politico amministra saggiamente le risorse del Paese, coordina e ripartisce secondo giustizia, legge e buon senso.
Entrare in politica non avendone i requisiti è il primo errore; gli altri saranno consequenziali. La corruzione è maleodorante e purulenta come la malattia ed ha un "effetto domino" disastroso: il fenomeno delle "raccomandazioni" ne è un esempio lampante. Le credenziali di lavoro, le lettere di referenza sono state soppiantate dalle pressioni di uomini che sfruttano il potere per decidere chi assumere o "far avanzare" non in base ai meriti o ai requisiti richiesti, ma in base ad interessi di partito o personali che danneggiano, oltre a chi è meritevole, la società intera, che ne risulta fortemente indebolita nei ranghi operativi.
Un altro caso tipico e diffuso di corruzione politica è il reato di concussione, di cui la "bustarella" per ottenere incarichi ed appalti, peraltro spesso truccati, è l'emblema.
Prendere le distanze dal malaffare significa vivere secondo coscienza: ogni giustificazione al riguardo è complicità. Sulla stessa falsariga è necessario comprendere la differenza tra diplomazia ed ipocrisia, prudenza ed iniquità, perseveranza ed inettitudine, democrazia e demagogia. Oggi non ci sono molti politici nel mondo: numerosi quadri sono usurpati da figure di offuscato intendimento e rendimento. Nell'eccezionale periodo di decadenza in cui viviamo a cavallo dell'Era che muore e di Quella che nasce, i ruoli sono spesso vacanti in attesa dell'uomo nuovo, al posto giusto con le giuste qualità.
Cosa fare concretamente per onorare la Politica? Essa è di 1° Raggio: di per sé autoritaria, scettro del Volere e del Potere. Le azioni traumatiche ed inevitabili che ne conseguono necessitano distruzione e costruzione . Ripartire dalle origini non significa ricominciare da zero, ma far tesoro della storia e riconoscerne con chiarezza il movente. Riconoscere gli errori, farne tesoro. Capire il libero arbitrio, spenderlo bene mettendo a frutto il buon senso. Utilizzare le lenti dell'anima e riporre gli occhiali graffiati ed appannati della personalità. Far leva sulle virtù riconosciute senza svilirle. Lavorare sulle proprie debolezze allenandole nelle virtù.
L'uomo politico disposto serenamente ad esaminare il pro e il contro del proprio operato, agisce di conseguenza e prende le distanze da tutto ciò che non è politica, sana amministrazione delle risorse umane. L'uomo sarà sempre chiamato a fare il proprio dovere, ripassare la lezione e preventivamente chiedersi:
- Sono pronto, consapevole?
- Quale interesse mi spinge ad agire?
L'uomo idoneo a far politica non si mette in cammino prima di aver compreso; non rischia la rovina, corrompendo l'azione; non offusca la Visione.
Sviluppare la mente, disinfiammando la natura emotiva significa anche attendere con fiducia un risultato, frutto di calma e riflessione. È un traguardo che non è facile, ma è certo e necessita di esercizio, perseveranza, autocontrollo e fede.
Gandhi ha mostrato con l'esempio che il politico, per rappresentare degnamente il popolo, deve conoscere, a fondo, i problemi chiamato a risolvere. Egli, prima di dare qualsiasi indirizzo alla sua azione viaggiò in lungo e largo, per tre anni, in India, tra la gente ed i suoi problemi. Lo fece in terza classe, volutamente, per solidarietà con gli afflitti e gli oppressi, tra le capre e gli stracci maleodoranti dei vagoni stipati al limite della sopravvivenza. Se lo impose per capire e conoscere, e solo dopo cominciò ad agire.
s Il politico pensa e rappresenta lo Stato prima e al di là di qualsiasi interesse personale. Viene da arrossire al pensiero di quanti uomini in politica legiferano, incapaci di confrontarsi con la gente e di conoscere le reali esigenze del Paese, coperti da ogni privilegio e dotati d'altissimo e inarrivabile stipendio.
s Il politico deve osservare la Legge d'Armonia, agire e promuovere la bellezza nei progetti che è chiamato a valutare. Egli deve osservare altresì le Leggi d'Economia e d'Attrazione, distribuendo secondo bisogno e competenza: accentrare i poteri tutti nelle stesse mani può essere presagio d'incapacità a delegare. Deve come tutti i buoni istruttori, far la sua parte per respingere l'insidia dell'orgoglio che impedisce la reale cooperazione, dare fiducia secondo competenza perché deve essere il primo a mettersi in discussione, vigilando.
La soluzione dei problemi della politica è la stessa delle altre discipline: conoscere, capire, accettare, mettere in pratica ciò che sappiamo giusto e vero, avendo rispetto delle Leggi universali, prima ancora delle leggi della Costituzione.
L'uomo nuovo legifererà ed amministrerà in piena sintonia con le Leggi universali, ben sapendo che il Magnete, la Legge di Attrazione, porta a condividere e a fraternizzare, generando azioni amorevoli ancorché eque, severe forse ma giuste.
- Non c'è giustizia senza senso di giustizia; l'amministrazione dell'ordine pubblico non utilizzerà più metodi oppressivi e repressivi, ma basandosi sul concetto di uomo olistico, avrà finalmente la capacità di sanare le disarmonie compiendo la necessaria rieducazione che riabiliti e reintegri il reo nella società civile. - Non c'è economia di sviluppo senza intelligente ridistribuzione.
La politica finanziaria della Nuova Era promuoverà i buoni progetti mettendo i promotori nelle condizioni di produrre ricchezza e restituire, senza più manovre vessatorie dal sapore d'usura.
- Non c'è politica sanitaria senza promozione della conoscenza della salute.
- Non c'è politica fiscale, che non sia integerrima, che non chiami all'esborso i più ricchi prima degli altri.
- Non c'è politica di commercio senza educazione al consumo.
- Non c'è politica del welfare, benessere, se non si individua la causa del benessere, se non si apprende il concetto di civiltà.
- Non c'è politica d'istruzione senza studio e profitto.
- Non c'è politica di ricerca scientifica senza adeguato investimento sul Pensiero.
- Non c'è politica etica ed evolutiva senza un'educazione civica che non sia olistica e che non scorra sui binari delle Leggi Cosmiche. Su queste basi cresceremo dei politici che saranno effettivamente di esempio alla popolazione. L'uomo nuovo farà a meno della politica dell'assistenzialismo, che non emancipa, non responsabilizza, ma che genera dipendenza, incapacità a mettere a frutto gli aiuti, generando vergognosi sprechi di risorse pubbliche. Approverà leggi sul rendimento sul lavoro studiando seriamente la possibilità di far accedere a ruolo secondo competenza ed eliminando le caste intoccabili. Abolirà la cosiddetta "politica del voto", volta a considerare tutto in funzione del voto, non in funzione del mandato. La politica è Servizio. In questo modo si chiuderà la triste epoca di diffidenza reciproca fra cittadini e Stato.
Allontanarsi dai veleni della Politica attuale non sarà facile. Agire con coscienza spesso significa agire controcorrente, ostacolati continuamente da poteri occulti. Ma il risultato positivo è garantito, scritto, visto e previsto nelle pagine del Piano. Sarà l'incarnazione sempre più frequente di anime illuminate a dare un nuovo impulso e un contributo d'esempio e perizia.
L'Italia, nazione di 4° Raggio, avrà il compito di sintetizzare le innovazioni politiche illuminate degli altri Paesi e di servire da esempio d'Armonia, raggiunta attraverso il conflitto fra le tante divergenze e differenze: armonia e sintesi, in cui il concetto di Diritto integrerà quello di Dovere, equilibrando finalmente i piatti della bilancia della giustizia sociale. Il Rinascimento che attende l'Italia, il ruolo di guida a cui sembra essere chiamata, dipende anche dal senso di responsabilità di ogni suo cittadino, poiché non c'è aiuto divino che non necessiti di fattiva collaborazione umana.
Perché le anime incarnate della Nuova Era non trovino troppe macerie, occorre rimuovere per tempo i cumuli di detriti politico-culturali presenti e prevenire l'accumulo di altri. La Scienza dello Spirito ci insegna che "come l'uomo pensa così è". L'Umanità in generale e i politici in particolare ne facciano un tesoro da non dissipare.
Fonte: Associazione Pax Cultura
Torna al menù principale