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10 Ottobre 2009 amministratore

Creiamo la nuova cultura nella politica Politica




La civiltà è una forma-pensiero che è stata costruita dalla Gerarchia Spirituale e che deve essere applicata dal popolo, che rappresenta il vero potere dell'espressione politica. La democrazia è una struttura gerarchica perché include il popolo (rappresentante dell'umanità), il quale delega ad esponenti politici (partiti e movimenti) il potere e il compito di rappresentarlo.
Ogni espressione gerarchica che coinvolge la personalità umana parte sempre dai piani superiori (mentale superiore e buddhico), che fissano il valore e l'Idea da esternare in un archetipo. La differenza fra la democrazia e ogni forma di totalitarismo (nazismo, fascismo, comunismo e islamismo) è sostanzialmente legato ad un archetipo, che emana un comando completamente diverso.
Il totalitarismo è una espressione di questo simbolo ossia una struttura politica, religiosa, economica e familiare dove tutti ruotano attorno ad un centro di potere assoluto ("padre-padrone"). La democrazia, invece, usa nella sua manifestazione il sigillo gerarchico ossia un'espressione triangolare delle energie, finalizzate e unificate da uno scopo o ideale portante:



In una democrazia l'aspetto di 1° Raggio è espresso dal Governo, che emana le leggi che devono governare uno Stato; l'aspetto di 2° Raggio è rappresentato dal Parlamento, che deve raccogliere quanto emesso dal Governo, filtrarlo e adeguarlo alla coscienza civile; il 3° aspetto è impersonato dalla Magistratura, che ha il compito di fare rispettare le leggi uscite dal Parlamento. Il cerchio che tiene uniti e coesi i tre aspetti in modo equilibrato è dato dalla Costituzione o ideale di una nazione.
È quindi facile comprendere che quando un governo usa un decreto-legge per imporre una sua decisione rompe il triangolo democratico e diventa autoritario. Nello stesso modo, quando la magistratura non applica le leggi del governo (per autonome decisioni ideologiche), rompe il triangolo democratico e minaccia la democrazia. Le forze politiche rispondono ad uno o all'altro di questi archetipi, o un po' all'uno e un po' all'altro. Alcune forze poi, in nome di una ideologia, si oppongono decisamente all'archetipo democratico e appoggiano quello totalitario, che non ha nulla di civile, e minano le basi stesse della civiltà.
Oggi noi ci troviamo in una situazione senza archetipi o meglio con l'archetipo del Caos.
Il '68 con la sua contrapposizione alla legge, all'autorità, all'ordine e ad ogni regola ha eliminato il punto al centro del cerchio, non sostituendolo però con un'altra espressione energetica, per cui noi oggi ci troviamo esposti all'archetipo del Nulla, del Caos, della contrapposizione ad ogni forza dell'ordine (come i fatti di Catania e molte manifestazioni No Global dimostrano chiaramente) e ad ogni forza che si oppone alla licenza di fare e di dire tutto ciò che si vuole.
Per comprendere quanto affermato basta confrontare il comportamento di ogni movimento e forza politica con i 14 punti della Civiltà e verificare quanti ne vengono rispettati. In questo modo abbiamo una cartina di tornasole chiara e precisa di chi è civile e chi no. La politica o polis ethikòs (governo etico dello Stato) è la coltivazione di questi 14 punti, che oggi rappresentano la nozione di civiltà, altrimenti non possiamo chiamarla con questo termine e, anche qui, dovremo coniarne uno nuovo per definirla ("apolitica"?).
La politica è lo sviluppo di questi 14 punti legati al piano sociale.
L'esoterismo è lo sviluppo di questi 14 punti legati al piano della coscienza. Deve cioè spiegare perché questi punti sono importanti per lo sviluppo del Piano Evolutivo e della coscienza umana.
La politica ha avuto un grande ruolo nell'affermazione della civiltà. I 14 punti sono infatti opera della politica. Fino a che punto, però, questi sino diventati cultura?

Domande
s Fino a che punto la nostra società garantisce la libertà di parola, di culto, di associazione e di espressione? E fino a che punto questa libertà è garantita dalle società non occidentali?
s Fino a che punto è arrivato il tentativo di liberare gli uomini dalla paura della fame, dalla guerra e dalle crisi economiche e naturali? La nostra cultura, con i suoi "media" (film, TV, giornali, riviste, libri) alimenta o elimina la paura?
s Nella nostra cultura vi è chiarezza sulla differenza esistente fra "diritti naturali" e "diritti dell'uomo"? E fino a che punto questi sono applicati?
s Fino a che punto siamo arrivati nell'applicazione di un ordine sociale basato sulla legge? Chi oggi si ribella a questo punto fondamentale della civiltà democratica, sviluppando l'antica cultura primitiva basata sulla forza e la violenza contro ogni forma di ordine?
s Fino a che punto si è raggiunta una parità fra l'uomo e la donna nella nostra società e in quelle non occidentali? Queste sono domande che possiamo estendere a tutti gli altri punti per vedere se la democrazia sociale, che rappresenta un valore fondamentale della civiltà, è già diventata cultura, ossia viene coltivata nei rapporti individuali e collettivi quotidiani oppure rimane ancora nel novero delle belle intenzioni, Le risposte che daremo ci indicheranno il lavoro che ognuno di noi deve ancora fare su se stesso, nella propria famiglia e nel gruppo in cui opera.

Fonte: Associazione Pax Cultura



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