benessere
10 Ottobre 2009 amministratore

La sacralità del linguaggio e della comunicazione. in famiglia




La comunicazione é lo strumento utilizzato per educare ed il linguaggio ne é il mezzo; può essere espresso con parole, gesti e sguardi, ma si comunica anche col silenzio. Tutto in fondo é comunicazione, scambio e relazione. Nei rapporti la qualità della comunicazione é essenziale. Se ci rendessimo conto dell'effetto di ciò che diciamo e di come lo esprimiamo saremmo più vigili, più attenti alle parole, al tono e ai gesti, adattando il nostro linguaggio alla sensibilità della persona che ci ascolta. Il timbro della voce influisce su ciò che stiamo esprimendo e si percepiscono bene anche le più piccole sfumature.
Comunicare bene può essere faticoso e, in certi casi, implica uno sforzo. Richiede calma, consapevolezza, chiarezza di vedute e, possibilmente, amore intelligente.
Nel cammino evolutivo degli uomini gioca un ruolo fondamentale la capacità di padroneggiare il linguaggio e con esso la comunicazione. È molto importante prendere coscienza del potere di cui disponiamo grazie a questo mezzo.
Le Leggi di Natura e la Saggezza Antica ci insegnano, che "l'energia segue il pensiero e la parola è ciò che lo concretizza", e che tutto quello che esprimiamo verbalmente o mentalmente si accumula nello spazio per poi precipitare sul piano fisico.
Ogni generazione cambia seguendo i ritmi della storia. Tutto si trasforma velocemente modificando anche i rapporti tra genitori e figli. Un tempo tra una generazione e l'altra c'era una continuità di modi di fare e tutto il sapere veniva trasmesso in modo naturale e con semplicità, perché il mondo rimaneva pressoché sempre lo stesso.
Negli ultimi anni, la distanza che separa un giovane da un adulto è sempre maggiore. Tutto va velocemente e i cambiamenti sono radicali, così che la trasmissione delle tradizioni, dei valori si é inevitabilmente inceppata.
È questo, soprattutto, che segna la frattura tra il passato e le nuove generazioni; è questo che disorienta e mette in crisi la comunicazione.
Per i genitori non è sempre facile trovare delle nuove linee di orientamento per educare i figli a crescere.

- Primo compito dell'educazione, al fine di civilizzare il fanciullo, é di esercitare e dirigerne correttamente gli istinti.
- Secondo dovere é di curare la vera cultura, insegnandogli a far giusto uso dell'intelletto.
- Terzo, evocare e sviluppare in lui l'intuizione.
(A. A. Bailey - L'Educazione nella Nuova Era)

La comunicazione ha già inizio nel ventre materno, soprattutto, tramite le emozioni e i sentimenti della madre. Un'atmosfera amorevole, aperta e positiva in famiglia, é fondamentale per una buona comunicazione e contribuisce alla costruzione di giusti rapporti. La famiglia é il primo gruppo con cui si viene in contatto, é una forma pensiero per cui si é facilitati nell'instaurare giusti e retti rapporti, cercando sempre il bene comune.
Per capirsi bisogna conoscersi; entrare nell'altro, sapere quali sono le sue aspirazioni, le difficoltà e non da ultimo il grado evolutivo. Per far questo si deve cercare il dialogo, alla cui base c'è l'ascolto. Il compito dei genitori è quello di essere coerenti e proporre un modello etico ai propri figli. Usare in modo corretto le parole non é sufficiente, si deve concretizzare il linguaggio con l'azione adeguata: insegnare attraverso l'esempio e il dialogo quali sono i valori fondamentali che ognuno deve sviluppare nel corso dell'esistenza. Tutto risulterà più facile se all'interno della famiglia saranno già stati instaurati giusti e retti rapporti umani costruiti su valori etici: rispetto di tutti i membri, solidarietà, collaborazione, stima e fiducia. Questo compito é, però, ostacolato dal fatto che viviamo in una società frenetica, caotica, poco rispettosa dell'altro. Siamo bombardati da immagini sempre più violente e sempre più permissive. L'esibizionismo ha preso il sopravvento, non si tiene più conto che dialogare o informare non vuol dire, necessariamente, denigrare gli altri. Fiumi di parole vengono, a volte, sprecati senza giungere al punto focale della situazione.
Diventa allora importante, far capire ai giovani che tutto questo è poco edificante e costruttivo. Quando si è giovani, é importante avere dei modelli etici che conducano verso le scelte che contano veramente. Sarà tutto più difficile se vengono a mancare queste basi.
Il ruolo del genitore-educatore è quello di osservare il bambino; capire il bagaglio della sua Anima, per poi dirigerlo correttamente elevando il suo livello spirituale.
Bisogna responsabilizzarlo nelle sue scelte già da piccolo, ma fargli anche comprendere i suoi errori usando le giuste parole e adoperando linguaggio positivo. Le crisi e gli errori dovrebbero essere visti come un aiuto per migliorarsi, un'opportunità per la propria crescita emotiva e spirituale. I figli hanno bisogno di essere lodati e incoraggiati; hanno bisogno di sentirsi sicuri e protetti. È importante vedere in loro la personalità, prenderli sul serio, dialogare, ascoltarli e cercare di capire la loro posizione. I ragazzi vedono le cose in un modo diverso e, talvolta, più chiaro degli adulti, e gli adulti possono ancora imparare da loro.

"Molti genitori non hanno capito che, con il pretesto di amare i figli, non lasciano mai che soffrano e che fatichino un po' per ricevere una lezione; al minimo inconveniente, eccoli pronti a sistemare tutto. Ebbene no, non é questo l'amore e non é così che agiscono il Signore e la Natura".
(Omraam Mikhael Aïvanhov)

La relazione tra genitori e figli è un esercizio di disciplina, é un dare-avere, uno scambio continuo di affetti e di conoscenze. Il giusto equilibrio é la cosa più difficile da attuare ed è ciò che ogni genitore spera di realizzare.

Cosa devono fare i genitori?
Creare un'atmosfera di amore.
un'atmosfera di pazienza,
un'atmosfera di attività ordinata,
un'atmosfera di comprensione.
(A. A. Bailey - L'Educazione nella Nuova Era)

Fonte: Associazione Pax Cultura



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