L'llusione del totalitarismo
benessere
10 Ottobre 2009 amministratore

L'llusione del totalitarismo

L'llusione del totalitarismo Vi chiedo di abbandonare antagonismi e antipatie, odi e distinzioni di razza, e di pensare in termini




Vi chiedo di abbandonare antagonismi e antipatie, odi e distinzioni di razza, e di pensare in termini di un'unica famiglia, una sola vita, una sola umanità (A. Bailey, Psicologia esoterica, vol I, 187)

La data dell'11 settembre 2001 è passata drammaticamente alla Storia, come uno dei momenti più dolorosi e strazianti nelle tappe dello sviluppo dell'Uomo. Se la nostra convinzione è effettivamente che sia necessario ricercare il senso più evolutivo e globale di quanto è accaduto, se vogliamo decidere cosa accadrà, nell'ipotesi per cui esiste un più ampio Disegno Evolutivo che, come Esseri Umani, possiamo sforzarci di cogliere, occorre superare il turbamento che ci procurano le nostre emozioni e l'attaccamento che ci lega ai nostri vecchi modi di vedere le cose.
Esiste la possibilità di percorrere una via diversa, per lo sviluppo del Genere Umano? Quali altre possibilità abbiamo, oltre alla Guerra infinita tra esseri umani, per costruire rapporti rispettosi della diversità tra gli uomini?
Quali altre strade sono possibili oltre a quella per cui il potere di una nazione viene identificato con lo sviluppo economico e il possesso di armi atomiche? Come riuscire a riconoscere, risanare e superare la contraddizione straziante per cui ci sono nazioni in cui i bambini possono morire in qualsiasi momento con mine e rottami bellici? Di quale rivoluzione mentale abbiamo bisogno per superare la scissione, insanabile e diabolica, tra "fedeli" e "infedeli", "est" e "ovest", "sinistra" e "destra"? Di quali lezioni abbiamo ancora bisogno per assumere un nuovo e più ampio punto di vista, che parta dalla constatazione della fratellanza fra gli uomini nella diversità, dalla fede nella possibilità nella convivenza amorevole e pacifica?

[Tutti i pensatori del mondo] operino per la causa della religione, nell'ambito di quella che per nascita o per scelta è la loro, considerando ciascuna di esse come parte della grande religione mondiale. (A. Bailey, Psicologia esoterica, vol. I, pag. 187)

Non riusciremmo qui né saremmo in grado di compiere un percorso che ricostruisca l'origine e la provenienza delle credenze religiose e culturali che, nel corso dei secoli, hanno determinato i rapporti tra Oriente ed Occidente, ma possiamo soffermarci su come episodi così attuali siano collegati a modi di leggere la realtà e la storia che risalgono a tempi molto lontani.
Come è noto, il fondatore della religione islamica viene identificato con Maometto, nato nel 570 d. c. a La Mecca, in Arabia Saudita. Secondo la storia, che anche negli scritti di riferimento appare confusa e poco nitida, Maometto ebbe un'apparizione dell'arcangelo Gabriele, che gli annunciò che lui era il messaggero di Allah, con l'arduo compito di proclamare al suo popolo, che osservava culti politeisti, una religione monoteista. Sulla base di questa esperienza, Maometto stesso si proclamò "Il Profeta", riuscendo a diffondere, con grande determinazione, la sua credenza e la sua profezia al suo popolo. Secondo il Corano, tutti gli uomini sono fratelli e devono seguire il volere di Allah, l'unico Dio. Storicamente, la venuta di Cristo viene fatta risalire ad un tempo precedente alla nascita dell'Islam, ed anche nel Corano sono presenti riferimenti ai padri già enunciati nella Bibbia, a Cristo come uno dei profeti massimi; Maometto, suo "successore", viene considerato come il sommo Profeta, e il Divino per eccellenza.
Un particolare: il nome "Maometto", non è di origine araba, bensì occidentale. I musulmani non hanno mai chiamato il Profeta con questo nome, bensì col nome di Muhammad, che significa "Il Glorificato" o "Il Lodevole. In epoca medioevale, nel momento in cui, in Occidente, il Profeta fu definito eretico, venne coniato il termine "Maometto", derivante da una bizzarra sintesi delle due parole "Mal commetto": chiaro giudizio di connotazione negativa, nei confronti di un uomo, considerato fonte di ispirazione ed alta guida spirituale per l'intera cultura dell'Islam.
Dunque, mentre nella cultura occidentale, i fedeli dell'Islam vengono considerati come intolleranti, rigidi e giudicanti, l'occidente stesso ha deformato il nome del Profeta Muhammad, dichiarandolo eretico e "malfattore", e, come in uno specchio riflesso, nei termini di quella cultura, gli occidentali vengono definiti "infedeli".
D'altronde, è interessante notare come il termine "manicheismo", che stava ad indicare in origine una dottrina religiosa sorta nel III sec. d.C. in ambiente iranico che, accogliendo varie influenze di altri culti dell'epoca, sosteneva la coesistenza e il conflitto dei due principi del bene e del male, abbia assunto il significato di "posizione ideologica che esagera la inconciliabilità di due principi" (Vocabolario Zingarelli della Lingua Italiana, 1999).
L'illusione che la verità si raggiunga con la dualità, la separazione e l'imposizione ha dato diversi, mostruosi frutti, nel tempo, sia nella cultura occidentale (basti pensare alla scissione dei cristiani tra cattolici e protestanti, o ai tribunali dell'Inquisizione), che in quella orientale, (i musulmani sono divisi in almeno quattro grandi, e alcune volte, contrapposte dinastie: i Drusi, gli Alatiti, gli Sciiti e la più numerosa e diffusa, i Sunniti).
Qual è la trappola mentale da cui scaturisce la difficoltà per le diverse culture e religioni nel tollerarsi, accettarsi e comprendersi l'un l'altra? Quali vecchi meccanismi ci costringono negli incastri di pregiudizi e approssimazioni per cui, nel sapere comune degli occidentali, non è poi così fondamentale, per esempio, riconoscere la distinzione tra arabi e musulmani, mentre è molto naturale - forse è più "automatico" che "naturale" - scandalizzarsi perché in alcune università islamiche lo studio della cultura occidentale si ferma al Rinascimento? Una domanda, per tutte: in quanti dei nostri libri di storia è chiarito che, mentre l'Europa brancolava nelle tenebre del Medioevo, la Luce della Ragione splendeva nelle scienze e nella filosofia in Arabia?
Il Cristianesimo vede la sua origine nella nascita, nella vita e nella morte del Maestro Gesù: la venuta del Cristo sulla Terra ha avuto l'obiettivo di inviare sulla Terra una vibrazione d'Amore, laddove l'Impero Romano, principale potenza mondiale a quei tempi, viveva nella promiscuità, la lotta per il potere, la sopraffazione, il dominio, vivendo una vera e propria scissione tra la dimensione spirituale e quella terrena. Il Cristo dunque, viene ad incarnarsi per riportare agli uomini la nota mancante dell'Amore, enunciata con sublime semplicità nelle parole di Gesù: "Ama il prossimo tuo come te stesso".
Dalla morte di Gesù in poi, con la nascita della Chiesa, dei riti e dei culti, la nota di Amore del Cristo non è stata sempre incarnata fedelmente dai vari ministri e seguaci della Parola.
Un esempio illuminante al riguardo, si riferisce ad uno degli ultimi sacrifici storici, quello di Cordoba, operato dai cristiani, che penetrando in una moschea, bestemmiavano il dio Allah, provocazione che li portava ad essere prontamente assassinati dagli islamici. Nella loro convinzione, una morte in queste condizioni li avrebbe fatti volare direttamente in Paradiso. Il vescovo di Cordoba, consultatosi con quello di Santiago de Compostela, definì l'azione come un suicidio, piuttosto che come un martirio, e da quel momento, tutti coloro che avrebbero commesso un atto simile sarebbero stati diretti all'Inferno. Per questo, tale attitudine cessò, al punto da portare ai giorni nostri, a considerare inconcepibile un'azione come quella dei kamikaze che si sono lanciati sulle Torri Gemelle in nome di Allah.
Al momento attuale, coloro che si definiscono cristiani, nel giudizio schiacciante nei confronti dei popoli orientali che ancora professano tali attitudini, sembrano aver dimenticato di essere stati per lunghi secoli così vicini a quelle azioni e quelle passioni, sacrificandosi in nome del Cristo, oppure compiendo riti e processi infiniti, gestiti dall'Inquisizione, nei quali, coloro che venivano considerati "infedeli", erano portati a subire torture indicibili.
Possiamo ancora dire che, dal punto di vista storico e culturale, i cristiani e i musulmani sono così distanti?
Cosa ci manca ancora per innescare, dentro e fuori di noi, la crisi necessaria per abbattere quei diaframmi mentali, fatti di significati, di emozioni e di azioni, che costituiscono le barriere fra gli uomini, impegnati in un combattimento tra ciechi, dove ogni colpo è consentito, la prospettiva è infima, e non va al di là dell'interesse immediato e limitato di ciascuna delle parti.

In questo momento la necessità è tremenda e l'anima sta per nascere nell'insieme dell'umanità. In senso cosmico, se ora le forze del regno umano verranno fatte convergere nella giusta direzione, sulla terra si avrà un'umanità capace di manifestare un proposito, una bellezza e una forma che saranno la piena espressione della realtà spirituale interiore. (A. Bailey, Trattato di Magia Bianca, pag. 249)

La storia degli USA, nata a partire dall'iniziativa degli Europei di invadere ed espropriare i territori degli "Indiani d'America", schiavizzando le donne e i bambini e massacrando intere popolazioni, è una storia recente, che parla di una nazione ancora adolescente. Nonostante la sua "giovinezza", gli Stati Uniti rappresentano il paese più tecnologicamente avanzato e ricco dell'Occidente, con il potere di determinare, con la sua economia e il suo andamento politico, il destino del mondo intero, dal un punto di vista dei mercati finanziari, della politica interna e della Pace mondiale.
In numerose questioni, legate sia alla politica interna che a quella estera, alla stregua di un adolescente, questo Stato ostenta una libertà che non conosce e non possiede, rifiuta di accettare consigli e possibili comandi da qualsiasi altro stato, si definisce estremamente tollerante, per le numerose etnie che ospita al suo interno, non nutrendo allo stesso tempo buoni rapporti con molti paesi stranieri. Detto in altre parole, ed utilizzando un'immagine un po' forte, ma non troppo discosta dalla realtà, le sorti della Terra sono regolate dalla politica e dalla cultura di un adolescente inconsapevole. Come tutti i giovani inconsapevoli ed ancora immaturi, gli Stati Uniti si credono ancora oggi, superiori a nazioni più antiche, proprio come i ragazzi osteggiano la saggezza dei vecchi definendola superata e non degna di considerazione. E allora, di cosa hanno bisogno gli Stati Uniti, come espressione massima dell'Occidente, per uscire dal giardino d'infanzia ed aprirsi all'età adulta?
Di cosa c'è bisogno perché gli Usa riconoscano e si liberino del proprio "dramma personale", riconoscendolo, accettandolo e decidendo di utilizzare ogni forza per superarlo? Quali passi possiamo compiere perché ogni popolo riconosca che il mondo è uno, e che in questo ogni nazione ha il dovere e la bellezza di poter portare il proprio contributo e la propria vibrazione? Come liberarsi dal dramma del patriottismo che determina le scelte belliche, per lavare con il sangue l'offesa ricevuta dallo "straniero"?
Se è valida l'ipotesi per cui gli Usa si muovono come un adolescente nel pieno della costruzione della propria identità, possiamo anche immaginare il suo turbamento, nei momenti in cui si rende conto di essere fatto di elementi diversi (etnie e culture differenti), spesso contrastanti e variopinti, che mettono in crisi il suo senso di continuità e unità! Quale strumento è più adatto dell'identificazione nell'appartenenza ad una nazione, ad un nome o una bandiera, per contrastare tale turbamento?
Ma, dell'adolescente, gli USA hanno anche le risorse e le ricchezze, in particolar modo, è proprio la sua capacità a contenere in sé elementi diversi e lontani, nella possibilità di originare una fusione nuova e creativa, ad indicare la direzione indicata per l'Evoluzione dell'Uomo nella Nuova Era.
Gli Usa rappresentano un'esperienza e una possibilità unica al mondo, relativamente alla possibilità di creare nuovi equilibri armonici, rispettosi della diversità e consapevoli dell'arricchimento possibile dal coesistenza di qualità e caratteristiche diverse. Quali condizioni sono necessarie perché questa nazione riconosca e realizzi tale Funzione, che la storia della Terra ha così precisamente affidato a lei?
L'Europa ha una responsabilità particolare e precisa nell'accompagnare quell'adolescente ad assumere un punto di vista più lungimirante e maturo nel giudizio delle proprie azioni, passate, presenti e future, abbandonando l'atteggiamento dell'adulto sonnolento che chiede solamente di essere lasciato in pace nelle sue radicate abitudini e nel suo rassicurante benessere.
Quella parte del mondo arabo-musulmano, che dà sostegno e sviluppo alle azioni terroristiche, d'altronde, non si muove diversamente da un anziano iracondo, disperato per l'avvicinarsi della fine del mondo in cui ha creduto finora, disorientato per l'esuberanza e l'amore per la novità portata dall'adolescente, attaccato ai vecchi modelli e disposto a tutto pur di non lasciarli andare.

Vi esorto inoltre a fare sacrifici, ad offrire voi stessi, il vostro tempo e denaro, e il vostro interesse profondo per diffondere queste idee fra colo che vi circondano e nel gruppo in cui vi trovato, risvegliando chi è associato con voi
(A. Bailey, Psicologia esoterica, vol. I, pag. 188)

Per considerare tutto quanto è stato descritto finora, e per compiere il "salto" necessario a risanare le contraddizioni scaturite da una visione duale, limitata e ristretta della realtà, occorrono gli occhi limpidi del Bambino che vive internamente all'animo di ogni Uomo, che ha la libertà di gridare: "Il re è nudo!", mentre tutti fanno finta di vedere gli abiti inesistenti, orditi da un abile truffatore, del Re. Avere la purezza di Cuore necessaria per gridare che il Re è nudo significa, oggi, riconoscere che l'unica soluzione è una Pace nuova e diversa, tra i popoli, che non nasca dalla prevaricazione e dalla sottomissione del debole alla logica del più violento.
E, per sostenere il Bambino a dire quello che vede, è necessario che l'Adulto consapevole, che abita entro l'animo di ciascuno di noi, accetti la sua dimensione più responsabile, e coraggiosa.
Ciò che favorisce la mancanza di armonia e la separazione, non è dato dai fondamenti teorici o spirituali delle diverse religioni, bensì dalle organizzazioni che intorno ad esse sono venute a crearsi, fondate sulla gerarchia legata al potere materiale e terreno, più che spirituale.
Abbiamo il dovere etico di utilizzare gli avvenimenti che hanno, negli ultimi mesi, insanguinato la Terra per illuminare la nostra Mente su quanto è accaduto finora e su cosa si sta preparando, nei termini di una rivoluzione ed innovazione sul piano materiale, mentale e spirituale.
Il conflitto, l'opposizione, il terrorismo, la guerra scaturiscono dalla contrapposizione sterile e dall'assunzione miope della difesa dei propri interessi nell'immediato, perdendo di vista una prospettiva più ampia e globale.
Quali sono le domande che dobbiamo porre a noi stessi, quotidianamente, perché la Fratellanza non sia considerato un concetto astratto e irrealizzabile?
L'Uomo, nel succedersi delle millenarie Ere, si è impegnato e si impegna, in modi diversi, nella Ricerca della via che, a partire dalla scintilla di Luce che splende dentro di lui, lo conduca alla Felicità e alla Realizzazione di una connessione con una Luce più grande. Nella presunzione con cui prendiamo in considerazione i nostri limiti, abbiamo finito per creare una serie di gruppi separati e contrapposti, barricato ciascuno nella convinzione che la propria via sia un'autostrada e quella degli altri sia una mulattiera, nella migliore delle ipotesi, uno sbocco nel baratro nella peggiore.
Di che cosa abbiamo ancora bisogno per realizzare che l'Umanità è un solo Gruppo, ospite della stessa Casa, impegnata nella stessa Missione, e nella stessa Ricerca?
Il re è nudo: la Pace e l'Amore sono le uniche soluzioni possibili all'Odio separatore e violento che talvolta regna fra gli Uomini. Stiamo già viaggiando nella direzione dell'Amore, possiamo solo accelerare la velocità del cammino.

Fonte: Associazione Pax Cultura



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