Immigrate e donne anziane
Immigrate
Le donne immigrate, in particolare con riferimento a clandestine e prostitute coatte (per le quali in ogni caso il discorso è molto più ampio di quanto in questa sede sia possibile fare), sebbene siano in grado d'inserirsi in modo meno traumatico degli uomini, tuttavia in buona parte si trovano in condizioni di grave indigenza.
L'assenza del permesso di soggiorno, e quindi l'impossibilità di trovare un lavoro "in regola" mina ogni possibilità di sopravvivenza in un Paese, ancora per certi versi, molto ostile. Ad esso va aggiunta l'assenza di quella rete di relazioni sociali su cui potevano contare nella terra d'origine, che produce una sorta di segregazione ed isolamento, dagli effetti devastanti che abbiamo visto nelle pagine precedenti.
La situazione si aggrava quando ci si riferisce alle "schiave" dell'Est europeo. Una volta, infatti, svincolatesi a fatica e spesso a rischio della vita stessa dai propri aguzzini, l'inserimento nella società appare quanto mai difficoltoso.
Donne anziane
Le donne, come è stato recentemente confermato da numerose indagini statistiche, in media vivono più degli uomini. Circa il 90% delle donne anziane sopravvivono ai loro mariti, percependo una pensione di reversibilità mediamente pari a L.640.000. Spesso queste "nonne" diventano una parte indispensabile della famiglia, poiché grazie alla loro, seppur piccola, entrata sono in grado di fornire un sostegno economico importante.
Ma, quando le donne anziane rimangono sole cadono in una condizione di povertà assoluta, dalla quale uscire è anche più complicato a causa del disorientamento che l'isolamento e l'esclusione sociale provocano in un adulto.
Donne che hanno dedicato interamente la propria vita alla famiglia ed ai loro mariti, svolgendo un lavoro di cura ancora una volta non riconosciuto, ma la cui esistenza ed importanza sono inconfutabili. Un lavoro che le ha portate sempre a spendere le proprie energie all'interno della propria casa e dei propri congiunti, con nessuna o poche relazioni esterne. In questo contesto la morte del coniuge diventa un evento grave che lascia la donna anziana sola, priva di risorse e supporti da parte delle istituzioni.