Il disagio interiore della povertà
societa
10 Ottobre 2009 amministratore

Il disagio interiore della povertà

Un disagio interiore La povertà non è solo una condizione di privazione di beni materiali ed impossibilità di soddisfare bisogni primari. La condizione di indigenza si accompagna ad un fenomeno che aggrava e cronicizza lo stato di povertà: l'esclusione sociale.

Povertà Femminile: un disagio interiore

La povertà, come è stato accennato, non è solo una condizione di privazione di beni materiali ed impossibilità di soddisfare bisogni primari. La condizione di indigenza si accompagna ad un fenomeno che aggrava e cronicizza lo stato di povertà: l'esclusione sociale.
Un peso assai più gravoso da scrollarsi. Un recupero più difficile, che richiede interventi mirati…."chirurgici", un impegno profondo volto alla restituzione della propria individualità e dignità.
L'immiserimento provoca una progressiva marginalizzazione dei soggetti colpiti, che lentamente sono allontanati ai margini della società, perdendo una collocazione sociale e personale all'interno della comunità di appartenenza. L'impossibilità di mantenere un aspetto decoroso e accettabile svilisce e disorienta il povero, privandolo del riconoscimento della propria identità che il rapporto con l'altro assicura.
Quest'aspetto drammatico della povertà colpisce le donne con intensa gravità, perché le priva di quella dimensione per loro fondamentale: la dimensione relazionale.
All'interno del nucleo familiare, le donne sono un soggetto forte, intorno al quale si svolgono le dinamiche sociali ed i contatti con l'esterno. La capacità relazionale femminile si esplica così in tutta la sua notevole portata, arricchendo sé stessa e gli altri.
Una condizione di precarietà economica improvvisamente lacera la sottile rete di relazioni che la donna ha creato e la priva di quel contatto, per lei importantissimo.
I danni provocati da questo circolo vizioso povertà-marginalità-esclusione non sempre sono sanabili, poiché gli adulti non hanno la capacità di reinserirsi dopo esperienze dolorose ed umilianti. Ma un percorso di recupero va comunque tentato, partendo dalla ricerca, caso per caso, di una motivazione interiore che spinga la donna ad uscire dall'esclusione, che le dia la forza di alzarsi, di farsi aiutare. Un intervento di recupero non può prescindere dall'inserimento lavorativo, che rappresenta una condizione importante per disporre delle risorse necessarie a soddisfare i propri bisogni, secondo tempi e modalità progressivi. Nell'impegno lavorativo l'escluso trova un importante riconoscimento del proprio essere, recupera autonomia e dignità.
Queste azioni vanno coordinate nell'ambito dei servizi sociali, che operando sulla persona, creano i presupposti per l'individuazione di un desiderio, di un fine, di un sogno che spingano ad accettare il sostegno dell'altro. Una strada lunga, fatta di piccoli gesti importanti come chiamarsi per nome, salutarsi, instaurare un contatto fisico attraverso una pacca sulle spalle, un abbraccio.
In questo processo di reinserimento, le donne possono indicare ed insegnare il modo. In virtù della loro "natura sociale e socializzante". E proprio nel ritrovato rapporto tra donne, la povertà femminile può intravedere uno spiraglio, una via d'uscita.

 

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