Giovani donne
societa
10 Ottobre 2009 amministratore

Giovani donne

La condizione di povertà non si identifica soltanto nell'assenza di risorse economiche necessarie al soddisfacimento dei bisogni primari, ma soprattutto nelle nelle sue implicazioni immateriali

La condizione di povertà non si identifica soltanto nell'assenza di risorse economiche necessarie al soddisfacimento dei bisogni primari, ma soprattutto nelle sue implicazioni immateriali, quali l'isolamento e l'esclusione sociale, che rendono un percorso di recupero molto arduo da compiere.
All'interno di questa realtà, si possono identificare tre percorsi di povertà: giovani donne con figli, immigrate, donne anziane.

 

Giovani donne


Le giovani donne come è stato già detto, d'età compresa tra i 19 ed i 24 anni, sono una fascia debole che rappresenta una considerevole quota (40%) delle donne povere nel complesso.
La struttura del mercato del lavoro attuale non consente loro un pieno inserimento, e quindi la possibilità di mantenersi indipendentemente dalla famiglia di origine. Quando quest'ultima non è nelle condizioni di fornire un sostegno economico alla giovane, quest'ultima cade in una spirale di decadimento, che apre la strada della vera e propria indigenza.
Situazione, questa, spesso aggravata da un'istruzione difficilmente spendibile in termini professionali, e, date le difficoltà economiche preesistenti della famiglia di origine, difficilmente queste donne possono accedere a percorsi di formazione o inserimento professionale in grado di aprire loro uno spiraglio.
Alle difficoltà oggettive delle ricerca di un lavoro che investono in modo preoccupante le giovani generazioni, non si possono non includere le ulteriori difficoltà che le donne incontrano di norma. Impieghi non regolari e sotto pagati che, in totale assenza di qualunque tutela (sindacale, contrattuale, previdenziale e sanitaria), causano un forte stato di precarietà. La disoccupazione non a caso è la principale causa (90%) delle diverse forme di povertà che investono le giovani donne.
Entrando più nel dettaglio, vediamo le conseguenze che l'assenza di un entrata stabile provoca nella vita di una donna. La dipendenza economica dal partner o dai propri genitori, che si viene a creare, ha un risvolto psicologico da non sottovalutare. Le scarse disponibilità finanziarie, infatti, non consentono una vita sociale attiva, gettando la donna in un isolamento progressivo. Questa solitudine riduce ulteriormente le possibilità, già poche di per sé, di trovare un'occupazione, aggravando così la dipendenza di partenza.
Non solo la mancanza di un lavoro può essere motivo di indigenza. Negli ultimi decenni, infatti, si è venuta a creare una situazione nuova rispetto al passato, da individuare nelle donne che pur occupate, dovendo assolvere quasi interamente a loro carico anche il lavoro di cura, con molta difficoltà riescono a conciliare la vita professionale con quella familiare.
Situazione particolarmente grave nel caso delle madri single o delle famiglie in cui è presente un disabile o un malato.
Un lavoro, quello di cura, che non ha un riconoscimento sociale, né tantomeno economico, ma che è indispensabile in assenza di strutture in grado di sostituirsi nell'assistenza ai malati, agli anziani ed ai figli.
Il lavoro di cura, per sua natura, si mostra inconciliabile con i tempi del lavoro "fuori casa" e priva la donna di energie e risorse per assicurarsi una solida situazione professionale.
Continui permessi e ritardi incidono negativamente, provocando un declassamento o, nel peggiore dei casi il licenziamento. Così, accade sempre più spesso, che donne molto impegnate all'interno della casa si accontentino di occupazioni mal retribuite e precarie, quando i bisogni di un nucleo familiare con figli, malati, o disabili richiederebbe invece una disponibilità economica ben diversa.
Vale la pena ricordare, che in Italia le madri single sono più di 500.000, alle quali vanno aggiunte le donne separate e/o divorziate con figli, che ricevono dall'ex coniuge o dallo Stato un'irrisoria cifra di mantenimento.
Di queste, molte non potendo che contare sulle proprie forze vivono in una condizione al limite della povertà.
Infine, va considerato che la condizione di povertà è stabilita secondo canoni oggettivi, dai quali sfuggono molte altre situazioni non registrate, o che comunque sfuggono alla definizione canonica di "povertà".

 

 

 

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