CAPITOLO QUINTO L’ESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI
economia
10 Ottobre 2009 amministratore

CAPITOLO QUINTO L’ESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI

A) IL PROCESSO CIVILE. Il contribuente, una volta ottenuto un titolo esecutivo (come, per esempio, una sentenza passata in giudicato o un decreto ingiuntivo, ai sensi e per gli effetti dell'art.

A) IL PROCESSO CIVILE.
Il contribuente, una volta ottenuto un titolo esecutivo (come, per esempio, una sentenza passata in giudicato o un decreto ingiuntivo, ai sensi e per gli effetti dell'art. 474, comma secondo, n. 1, c.p.c.), può, alternativamente o cumulativamente con il giudizio di ottemperanza (in tal senso, ultimamente, Corte di Cassazione, sentenza n. 4126 dell'01/03/2004 ) iniziare l'azione esecutiva nei confronti dell'ufficio fiscale secondo le norme del codice di procedura civile.
In sostanza, il contribuente, tramite un avvocato, deve notificare l'atto di precetto all'ufficio fiscale che è stato condannato al rimborso (art. 480 c.p.c.).
Ultimamente, la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con la sentenza n. 19512 del 19/12/2003, ha precisato che il precetto e la sua notificazione sono dei presupposti dell'esecuzione, che, difatti, inizia con il pignoramento (art. 491 c.p.c.) e che, in tanto si realizzerà in quanto il debitore non abbia adempiuto nel senso intimatogli con il precetto.
Poiché il precetto non è un atto con il quale si inizi un giudizio esecutivo, esso sta prima e resta fuori del processo di esecuzione e “non costituendo un atto del processo esecutivo ma un presupposto estrinseco ad esso, ossia un atto preliminare stragiudiziale ” (così, Corte di Cassazione, sentenza n. 12084 del 10/11/1992 ), ha la semplice funzione di “minacciare l'espropriazione forzata” (Corte di Cassazione, sentenza n. 11281 del 16/11/1993), che, infatti, seguirà solo eventualmente e solo per le ipotesi di inadempimento spontaneo del debitore.
Dall'insieme di queste disposizioni si trae la norma secondo la quale è onere del creditore dell'amministrazione pubblica, fornito di titolo esecutivo, notificare il precetto, atto non giudiziale, personalmente all'ufficio fiscale debitore e non all'Avvocatura dello Stato, come si verificherebbe se si seguisse l'art. 11 R.D. 30 ottobre 1933 n. 1611, che, invece, a causa del suo oggetto – citazione, ricorso, atto di opposizione giudiziale, opposizione ad ingiunzione, atto istitutivo di giudizio innanzi alle giurisdizioni speciali o dinanzi agli arbitri - non può fornire alcun materiale testuale alla formazione della normativa astratta.
Inoltre, sempre secondo la citata sentenza n. 19512/2003 , nella fattispecie, non è applicabile l'art. 156 c.p.c., proprio perché si è in presenza di un atto non processuale.
In definitiva, il precetto , atto non processuale, che sia notificato ad un soggetto diverso dal suo destinatario, non entra nella sfera di disponibilità di quest'ultimo e, in quanto non è da lui conoscibile, è inefficace .
Poiché il precetto precede il processo esecutivo, la sua eventuale inefficacia preclude gli effetti processuali e fa venir meno gli effetti sostanziali, tra cui l'interruzione della prescrizione.
Per cui, per evitare conseguenze spiacevoli, il contribuente ed il suo avvocato devono stare bene attenti a notificare l'atto di precetto soltanto all'ufficio competente e non all'Avvocatura dello Stato.
Infine, per tale specifica procedura esecutiva, occorre ricordare che l'art. 14 del D.L. n. 669 del 31 dicembre 1996 , disposizioni urgenti in materia finanziaria, convertito nella Legge n. 30 del 28/02/1997 , ha disposto che il creditore non può notificare l'atto di precetto né ha diritto di procedere possono essere posti in essere atti esecutivi contro le Amministrazioni dello Stato e gli Enti pubblici non economici prima di centoventi giorni (120 gg.) dalla notificazione del titolo esecutivo, termine entro il quale le Amministrazioni e gli Enti devono completare le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali (con le modifiche legislative apportate dall'art. 44 D.L. n. 269 del 30/09/2003, convertito dalla Legge n. 326 del 24/11/2003).

 

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