CAPITOLO QUARTO LE RICHIESTE DEL CONTRIBUENTE
economia
10 Ottobre 2009 amministratore

CAPITOLO QUARTO LE RICHIESTE DEL CONTRIBUENTE

Il contribuente nella richiesta di rimborso deve stare attento a chiedere, oltre la maggiore imposta pagata in più, anche :  - gli interessi moratori;  - l'anatocismo ( art. 1283 c.c.);  - il maggior danno da svalutazione monetaria (art. 1224, comma secondo, c.c.);  - le spese

Il contribuente nella richiesta di rimborso deve stare attento a chiedere, oltre la maggiore imposta pagata in più, anche :
   - gli interessi moratori;
   - l'anatocismo ( art. 1283 c.c.);
   - il maggior danno da svalutazione monetaria (art. 1224, comma secondo, c.c.);
   - le spese del giudizio (art. 15 D.Lgs. n. 546/92).

A) GLI INTERESSI MORATORI.
Innanzitutto, occorre precisare che, ultimamente, la Corte di Cassazione, Sezione Tributaria , con la condivisibile e corretta sentenza n. 2087 del 04/02/2004 , ha precisato, sia pure indirettamente, come principio avente una valenza generale , che gli interessi dovuti per il ritardato rimborso di tributi non dovuti hanno carattere moratorio.
La suddetta qualificazione è importante per quanto riguarda, come diremo meglio in seguito, la tassabilità degli stessi, ai sensi e per gli effetti dell'art. 109, comma 7, del nuovo TUIR, per cui è applicabile il principio di cassa e non di competenza.
Per quanto riguarda le percentuali degli interessi moratori, occorre distinguere, grosso modo, due periodi storici:

   1) sino al 30 giugno 2003:

Vedi Tabella

 

Anno
Interessi semestre
(escluso il primo e l'ultimo)
Interessi annui

Normativa di riferimento

2002
2001
2000
1999
1998
1997

2,5%
2,5%
2,5%
2,5%
2,5%
2,5%

5%
5%
5%
5%
5%
5%

Percentuali del 2,5% a decorrere dal 01/01/1997 ex art. 3, comma 141, Legge n. 662 del 23/12/1996.

1996
1995
1994

3%
3%
3%

6%
6%
6%

Percentuali del 3% a decorrere dal 01/01/1994 ex art. 13, comma 1, del D.L. n. 557 del 30/12/1993.

1993
1992
1991
1990
1989
1988

4,5%
4,5%
4,5%
4,5%
4,5%
4,5%

9%
9%
9%
9%
9%
9%


Percentuali del 4,5% a decorrere dal 01/01/1988 ex. Art. 7, comma 3, Legge 11/03/1988 n. 67.



2) a decorrere, invece, dal 1° luglio 2003: Il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 27/06/2003
(in G.U. n. 149 del 30 giugno 2003) ha stabilito che:
   - gli interessi per ritardato rimborso di imposte pagate e per rimborsi eseguiti mediante procedura automatizzata, previsti rispettivamente dagli artt. 44 e 44-bis DPR n. 602/73, sono dovuti annualmente nella misura del 2,75% e semestralmente nella misura dell' 1,375%;
   - gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo , previsti dall'art. 20 DPR n. 602/73, sono dovuti annualmente nella misura del 2,75%, per i ruoli resi esecutivi dall' 01/07/2003 ;
   - gli interessi per dilazione del pagamento, previsti dall'art. 21 DPR n. 602/73, sono dovuti annualmente nella misura del 4%, per le dilazioni concesse a decorrere dall' 01/07/2003 ;
   - gli interessi per la sospensione amministrativa della riscossione , previsti dall'art. 39 DPR n. 602/73, sono dovuti annualmente nella misura del 5% , sempre a decorrere dall' 01/07/2003.
A questo punto, però, c'è da rilevare una clamorosa " svista " contenuta nelle istruzioni delle dichiarazioni annuali, modelli IVA 2004 e UNICO 2004 , che confermavano la vecchia misura degli interessi al 6% sui pagamenti a rate delle imposte.
A seguito di una precisa interrogazione parlamentare , presentata dal vice presidente della Commissione Finanze della Camera, On. Maurizio Leo , il Governo, però, con la risposta del 05 maggio 2004 , tramite il sottosegretario all'Economia, Manlio Contento , ha confermato, assurdamente , la suddetta percentuale del 6% .
Secondo il Governo, infatti, la misura del 4% riguarda soltanto le dilazioni di pagamento concesse dall'ufficio, su richiesta del contribuente, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso (art. 19, comma primo, DPR n. 602 cit.), mentre la più alta percentuale del 6% è, invece, applicabile nel diverso caso di versamento rateale delle imposte di cui all'art. 20 DPR n. 602 cit., che non riguarda il pagamento conseguente ad iscrizione a ruolo ma concerne la generale facoltà attribuita ai contribuenti in sede di adempimento spontaneo degli obblighi di versamento delle imposte in autotassazione .
Infine, il Dipartimento per le politiche fiscali e l'Agenzia delle Entrate hanno comunicato che qualora si intendesse, mediante un'apposita disposizione normativa, intervenire per ridurre il tasso di interesse del 6% che, nell'attuale contesto dei mercati finanziari potrebbe essere considerato effettivamente elevato , le istruzioni alla modulistica dichiarativa, redatte in applicazione della disciplina di riferimento, potranno essere opportunamente modificate .
Oggi, quindi, in attesa di una necessaria modifica legislativa o in attesa che qualche Commissione tributaria rimetta gli atti alla Corte Costituzionale per palese iniquità e disuguaglianza , assistiamo a questo assurdo fenomeno che, mentre il fisco , a far data dall'01/07/2003, rimborsa con gli interessi semestrali dell'1,375% escludendo , peraltro, il primo semestre solare successivo alla data di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione ed il semestre in cui emette l'ordinativo di pagamento del rimborso ( art. 44-bis DPR n. 602/73 ), in pratica azzerando un anno di interessi dovuti al contribuente, invece, lo stesso fisco, per i pagamenti dilazionati , pretende dai contribuenti il 6% annuo da subito , senza alcuno sconto temporale.
In attesa, ripeto, che si corregga tale " disallineamento ", c'è, però, da precisare che, secondo me, il fisco sbaglia a pagare tutti gli interessi al 2,75% annuo, indipendentemente dal periodo storico di riferimento, perché l'art. 1 del succitato D.M. del 27/06/2003 stabilisce tassativamente la nuova decorrenza del 2,75% annuo soltanto a decorrere dal 1° luglio 2003 .
Ciò significa che il calcolo degli interessi maturati prima deve essere fatto in base alle vecchie percentuali , come indicate in precedenza nella Tabella di Riferimento , ed il contribuente deve stare attento a ciò e pretendere , anche in via giudiziaria, il corretto calcolo degli interessi moratori.
Infine, l'ultimo problema riguarda la tassabilità dei suddetti interessi.
Infatti, delle due l'una:
   - o come interessi moratori , così come correttamente qualificati dalla citata sentenza n. 2087 del 04/02/2004 , gli stessi devono essere dichiarati per cassa , ai sensi e per gli effetti dell'art. 109, comma 7, del nuovo TUIR ;
   - oppure, per evitare possibili eccezioni di incostituzionalità per il diverso criterio di tassazione (cassa e competenza) tra interessi moratori di natura commerciale ed interessi per ritardato rimborso di tributi non dovuti, è necessario intervenire, anche in questo caso, a livello normativo, facendo un esplicito riferimento anche a questo tipo di interessi da inserire nel più volte citato art. 109, comma 7, del nuovo TUIR (DPR n. 917 del 22/12/1986, modificato dall'01/01/2004 dal D.Lgs. n. 344 del 12/12/2003).

 

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