CAPITOLO OTTAVO EQUA RIPARAZIONE PER LA LUNGAGGINE DEL PROCESSO TRIBUTARIO
economia
10 Ottobre 2009 amministratore

CAPITOLO OTTAVO EQUA RIPARAZIONE PER LA LUNGAGGINE DEL PROCESSO TRIBUTARIO

Il diritto all'equo indennizzo concesso dalla Legge n. 89 del 24/03/2001 e successive modifiche ed integrazioni (c.d. Legge Pinto) , emanata in attuazione dell'art.

Il diritto all'equo indennizzo concesso dalla Legge n. 89 del 24/03/2001 e successive modifiche ed integrazioni (c.d. Legge Pinto) , emanata in attuazione dell'art. 6, 11 CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo) è " conformato " dalla interpretazione ed applicazione di tale diritto da parte della Corte di Strasburgo , cioè deve essere "tal quale", e poiché la Corte di Strasburgo non riconosce, in via generale, il diritto alla ragionevole durata delle liti tributarie, neppure il giudice italiano può farlo.
Così, la Corte di Cassazione, Sezione Prima, con le sentenze n. 11350 del 17/06/2004 e n. 17139 del 27/08/2004, in linea generale, nella materia tributaria, ha escluso l'applicabilità della succitata Legge Pinto, ad eccezione:
   - del giudizio di ottemperanza ad un giudicato del giudice tributario, ai sensi dell'art. 70 D.Lgs. n. 546 cit.;
   - del giudizio vertente sull'individuazione del soggetto di un credito d'imposta, non contestato nella sua esistenza (Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 18508/03).
Purtroppo, però, al di fuori delle due condizioni tassativamente previste dalla Corte di Cassazione, la Legge Pinto non è applicabile nel giudizio tributario classico di rimborso, dove il contribuente deve chiedere al fisco la restituzione delle maggiori imposte pagate e non è in discussione l'individuazione del soggetto.
Non rimane, quindi, che prenderne atto, sia pure con il sospetto che tali decisioni a danno dei contribuenti siano state ispirate, o quantomeno agevolate, dal timore di non aprire un'ennesima falla nel precario equilibrio del bilancio statale.
Tale interpretazione, però, è in netto contrasto con il novellato art. 111, comma secondo, secondo periodo, della Costituzione, secondo il quale, per il processo: "La legge ne assicura la ragionevole durata".
Dunque, se la ragionevole durata del processo, di qualunque processo , è un diritto riconosciuto dai principi fondamentali della Costituzione nonché dai fondamentali diritti processuali garantiti alle parti nel processo (artt. 24, 25 e 111, comma secondo, della Costituzione), tale diritto deve essere necessariamente riconosciuto a tutto il processo tributario, senza alcuna eccezione o limitazione.
In tal senso, in attesa di una necessaria ed urgente modifica legislativa, è necessario sollevare la questione di incostituzionalità di siffatta restrittiva interpretazione della Legge Pinto, con la speranza che i giudici abbiano il coraggio di cercare la sintonia non solo con la convenzione CEDU ma, soprattutto, con la Costituzione Italiana .

 

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