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Regista cinematografico italiano (Bergamo 1931).
Dopo aver diretto una serie di documentari industriali per la sezione cinema dell'Edisonvolta, ha esordito nel lungometraggio con Il tempo si è fermato (1959), di tono ancora semidocumentaristico, sul tema dell'amicizia tra un ragazzo di città e il vecchio guardiano di una diga di montagna.
Ha ottenuto notevole successo con Il posto (1961), opera fresca e spontanea, cui hanno fatto seguito I fidanzati (1963),
... E venne un uomo (1965), su papa Giovanni XXIII, Un certo giorno (1968), Durante l'estate (1972), La circostanza (1974).
Contemporaneamente ha svolto un'intensa attività per la televisione, con inchieste, documentari, oltre che con film, fra cui I recuperanti (1969), lirica novella ambientata sull'altopiano di Asiago, e lo sceneggiato Alcide De Gasperi (1974), girato per rievocare la figura dell'uomo politico italiano nel ventesimo anniversario della morte.
Nel 1978 ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes con L'albero degli zoccoli, opera girata quasi artigianalmente e che ha ottenuto vasta risonanza mondiale. Il film rivela un'etica evangelica insieme a una forte nostalgia del passato contadino (sinonimo di incontaminato) ed è stato girato in ambienti originali con attori tutti non professionisti.
Più discusso il successivo Cammina cammina... (1981), che prosegue il messaggio avviato con L'albero degli zoccoli, su un sottofondo più favolistico. Del 1983 è il documentario Milano '83.
Una pausa nell'attività cinematografica dovuta a una malattia ha portato il regista a esordire nella narrativa con Ragazzo della Bovisa (1986), nato inizialmente come copione per film, che in tono struggente e poetico narra il difficile passaggio dall'infanzia all'adolescenza di un ragazzo nei cupi anni della seconda guerra mondiale.
Tornato alla regia, Olmi ha ottenuto il Leone d'argento 1987, ex aequo con Maurice di James Ivory, per il film Lunga vita alla signora, in cui protagonista è ancora un ragazzo che durante un banchetto in un hotel di lusso scopre le ipocrisie e i compromessi del mondo dorato dell'alta società.
Il Leone d'oro ha premiato poi La leggenda del santo bevitore (1988), tratto da un racconto di Joseph Roth, rievocato in un'atmosfera di intensa suggestione.
Nel 1989 Olmi ha debuttato nella regia teatrale con Piccola città di Thornton Wilder, e ha curato l'allestimento dell'opera Katja Kabanova di Leos Janacek.
Ha più volte lavorato anche per la televisione: nel 1993 ha avviato la trasposizione della Bibbia a episodi, di cui, nel 1994 ha presentato Genesi - La creazione e il Diluvio.
Il segreto del bosco vecchio (1993) da un racconto di Dino Buzzati conferma l'interesse di Olmi alla trasposizione cinematografica di opere letterarie.
L'ultimo film realizzato da Ermanno Olmi è Il mestiere delle armi (2000), molto apprezzato nell'ultima edizione del Festival di Cannes; il film racconta dell'ultima settimana di vita di Giovanni de' Medici, detto anche dalle Bande Nere, valoroso condottiero a capo dell'esercito pontificio nel XVI secolo, ferito ad una gamba da una delle prime armi usate sui campi di battaglia, che ne causò la morte per cancrena nel 1526, a soli 28 anni.
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