Sabato 10 Ottobre 2009
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Ammiraglio italiano. Grande figura di condottiero, ebbe notevole rilievo nei fatti militari e politici del suo tempo. Dapprima al servizio di papa Innocenzo VIII, poi dei duchi d'Urbino e dei re aragonesi di Napoli. Divenuto comandante marittimo della Repubblica di Genova(1512), batté il Mediterraneo a caccia dei pirati turchi e barbari, guidando una squadra genovese. Nominato ammiraglio, sconfisse un'armata imperiale e batté i Turchi a Pianosa (1519). Fu nominato generale delle galere di Francia, ma tentò invano di salvare Genova, circondata dagli imperiali (1522). Quando la Provenza venne invasa dal conestabile Carlo di Borbone, Andrea Doria respinse la flotta spagnola di Moncada al largo di Marsiglia (1524). Urtatosi col re di Francia, l'ammiraglio abbandonò l'assedio di Napoli (che i Francesi non riuscirono a prendere) e passò al servizio di Carlo V, a patto che Genova fosse libera, ed una volta cacciati i Francesi dalla città, egli la governò saggiamente, dandole un ordinamento oligarchico e aristocratico, pacificandone le opposte fazioni. Per i suoi meriti fu nominato censore a vita col titolo di 'padre della patria'. Suo malgrado, l'ammiraglio partecipò poi alla sfortunata spedizione di Carlo V contro Algeri (1541), e fu merito suo se il sovrano e le truppe poterono salvarsi e rimpatriare. Fu creato principe di Melfi e gran cancelliere del reame di Napoli da Carlo V, ed anche se vecchio, ma non meno vigoroso, riprese il mare contro i Turchi, che razziavano le coste del reame di Napoli, e riconquistò la Corsica, nuovamente ribellatasi a Genova. |