ALESSANDRO VI (Rodrigo de Borgia)
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

ALESSANDRO VI (Rodrigo de Borgia)

ALESSANDRO VI (Rodrigo de Borgia) (Spagna, 1431 - Roma 1503) Papa dal 1492 al 1503.


(Spagna, 1431 - Roma 1503)

Papa dal 1492 al 1503. Figlio di Isabella Borgia, sorella di papa Callisto III, e di Jofré de Borgia y Doms, venne in Italia nel 1449, per studiare diritto canonico all'università di Bologna, dove si laureò nel 1456, e lo stesso anno fu fatto cardinale, ancor prima di ricevere gli ordini maggiori, e vescovo di Valencia (per questo fu chiamato anche 'il cardinale Valentino').
Alla morte di Sisto IV, tentò invano di farsi eleggere papa, ma lo divenne solo nel 1492, quando già aveva avuto numerosi figli: Isabella, Girolama e Pier Luigi, primo duca di Gandía (n. 1463), di cui non è certa la madre, oltre a quattro figli nati da Vannozza de Cattanei: Cesare, Giovanni, secondo duca di Gandía, Lucrezia e Goffredo, che vennero tutti legittimati con varie bolle; ma più tardi Rodrigo Borgia ebbe anche un'altra figlia da Giulia Farnese.
Come papa, Alessandro VI fu una delle più discusse personalità della sua epoca: poco aperto, da un lato, alla cultura rinascimentale, sistemò tuttavia l'università di Roma e incoraggiò gli scavi archeologici che portarono alla scoperta, a Nettuno, dell'Apollo del Belvedere e, più tardi, del gruppo del Laocoonte. Rodrigo Borgia fu però soprattutto un sovrano temporale, partecipò, infatti, attivamente alle vicende politiche italiane. Ostile alla spedizione in Italia di Carlo VIII di Francia (1494), lo lasciò arrivare a Napoli, organizzando subito dopo contro di lui, una lega con Venezia e Milano, che costrinse Carlo VIII ad abbandonare Napoli e l'Italia (1495).
Nel 1943 fissò una divisione dell'America da poco scoperta, dividendola nella la zona sottoposta all'influenza della Spagna e quella sottoposta al Portogallo
Girolamo Savonarola l'accusò di simonia e ne criticò aspramente la vita dissoluta, cosa che gli costò la scomunica da parte di Alessandro VI (1497) e più tardi (1498) la morte: Savonarola fu impiccato e bruciato sul rogo a Firenze alla presenza di inviati pontifici.
I suoi grandiosi progetti di conquiste, pensati per favorire il figlio Cesare, causarono una serie di continue lotte contro i grandi feudatari romani (Colonna, Orsini, Savelli, Caetani) e contro i signori della Romagna e dell'Italia centrale.
Ma la sua morte improvvisa (per la quale si parlò di veleno) fece crollare tutti questi progetti, poiché nel frattempo anche il figlio Cesare si era gravemente ammalato.
La figura di Alessandro VI, molto complessa, è stata giudicata in molti modi ed è difficile ancor oggi pronunciarsi in modo assoluto e definitivo: certo alcune delle accuse portate contro di lui furono esagerate o false (soprattutto quelle che lo dipinsero come avvelenatore e incestuoso), mentre è sicuro che la sua condotta morale, particolarmente agli occhi dei moderni, non era adatta ad un pontefice, ma piuttosto a quella di un principe del Rinascimento.

 

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