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Figlio del poeta Bernardo Tasso, a diciotto anni esordì con il poema Rinaldo, dedicato al
cardinale Luigi D'Este. Si trasferì alla corte di Ferrara, dove condusse una vita intensa e di grande attività
artistica. E' in questo periodo che, tra l'altro, finì il suo capolavoro: la Gerusalemme Liberata.
A causa del suo particolare carattere, pieno di insicurezze e contraddizioni, fu colto da uno squilibrio
mentale, che lo portò ad una vita solitaria, viaggiando attraverso l'Italia, fino a che, tornato a Ferrara, il
duca Alfonso lo fece rinchiudere nell'ospedale di S. Anna, dove rimase per sette anni.
Liberato per intervento della Corte di Mantova, riprese i suoi viaggi in Italia, finché morì a Roma nel
monastero di Sant'Onofrio. Questa sensibilità così spiccata e talvolta addirittura malata, si riflette nelle sue
opere, liriche e appassionate, anche nella tragedia e nell'epos.
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