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Uomo politico, fondò il partito nazionalsocialista tedesco. Nel 1923 promosse il putsch di
Monaco, ma venne condannato a cinque anni di prigione, e graziato dopo tredici mesi. Nel 1925,
riorganizzò il partito per impadronirsi del potere con l'intenzione di distruggere la democrazia parlamentare.
Il 30 gennaio del 1933, fu chiamato al cancellierato da Hindenburg, succedendogli quattro anni dopo
divenendo Capo dello Stato, con il titolo di Fuhrer-Cancelliere. Organizzò uno Stato totalitario,
imponendo il mito del sangue (razzismo) e la sua volontà di dominio universale.
Nel 1939, alleatosi con Mussolini e cautelatosi nei confronti dell'URSS, annetteva Danzica e dichiarava
guerra alla Polonia, dando inizio a quello che sarebbe divenuto un conflitto mondiale. All'inizio, ebbe
strepitosi successi, ma dopo lo sbarco degli Alleati, la Germania si trovò parte di una guerra che non
poteva più vincere.
Deciso a sacrificare il Paese ad ogni costo, assunse il comando dell'esercito, consapevole del fatto che una
sconfitta avrebbe significato la fine, per un uomo che, come lui, era stato l'artefice di crudeltà agghiaccianti.
Uscito illeso da un attentato, tramato da alcuni suoi generali, il 30 aprile 1945, Hitler, dopo aver assistito
all'invasione della Germania da est a ovest, si suicidò.
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