|
Figlio di Carlo Alberto di Savoia, promotore della guerra all'Austria. Dopo l'abdicazione del padre riuscì
a tener testa alle agitazioni del Paese mettendo al potere D'Azeglio e sciogliendo la Camera a maggioranza
democratica.
Nel 1852, affidò la presidenza del Consiglio a Cavour, che divenne suo migliore collaboratore per
unificare il Regno. Lo appoggiò per la guerra in Crimea (1855) e nell'alleanza con la Francia, per la
seconda guerra d'indipendenza.
Nel 1859, iniziò le trattative con Garibaldi per la spedizione dei Mille; nel 1864 ebbe contatti anche con
Mazzini per sollevare le nazionalità oppresse dall'Austria.
Il 14 marzo 1861, per voto della Camera, divenne re d'Italia.
Nel 1865, la Capitale fu spostata a Firenze e in seguito alla conquista di Venezia e di Roma fu trasportata
di nuovo. Nel 1876 affidava il potere alla Sinistra. Moriva dopo due anni.
Figura complessa, Vittorio Emanuele II, fu "rivoluzionario e conservatore, impulsivo e diplomatico,
autoritario e costituzionale".
|