BENITO MUSSOLINI

15 marzo 2010
 
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BENITO MUSSOLINI



Uomo politico iscritto al partito socialista, si rifugiò in Svizzera per sottrarsi agli obblighi di leva. Tornato in Italia in seguito ad un'amnistia, prestò servizio militare nei bersaglieri.
Rappresentò una figura preminente del partito socialista, capeggiando la corrente massimalista. A lui fu affidata la direzione del quotidiano del partito: "l'Avanti". Con lo scoppio della prima guerra mondiale, si dedicò alla causa dell'interventismo.
Espulso dal partito, fondò "Il popolo d'Italia", e, nel 1919, fondò i Fasci di combattimento.
Nel 1921, divenne deputato e capo del gruppo parlamentare fascista. L'attività eversiva delle camicie nere sfociò nella marcia su Roma. In seguito ebbe dal re l'incarico di formare il nuovo Governo.
Le elezioni del 1924, si svolsero sotto le intimidazioni fasciste, coraggiosamente denunciate dal deputato Matteotti, poi ucciso in un attentato. Nel gennaio del 1925 Mussolini diede inizio al regime dittatoriale.
Nel 1929, perseguendo un fine politico, concluse la conciliazione con la Santa Sede; e nel 1936 conquistò l'Etiopia.
Uno degli errori di Mussolini fu coinvolgere avventatamente l'Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
Dopo una serie di insuccessi, il Gran Consiglio del Fascismo si schierò contro di lui, e per ordine del re fu arrestato. In seguito, liberato dai tedeschi, fu portato in Germania dove fondò il Partito Repubblicano Tedesco.
Tornato in Patria assunse le funzioni di capo di Stato nell'Italia occupata dai tedeschi. Ormai il fascismo era retto esclusivamente da quest'ultimi, e combattuto dai partigiani. Quando gli eserciti alleati passarono l'Appennino, M. fuggì con l'esercito tedesco, ma fu arrestato e fucilato a Giulino di Mezzegra, insieme con Claretta Petacci, sua amante dal 1936.

 


 
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