FAUSTINA MARATTI ZAPPI

13 marzo 2010
 
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FAUSTINA MARATTI ZAPPI


(1679?-1745)

Nata a Roma, intorno al 1679, era la figlia naturale di Carlo Maratta, che ne riconobbe la paternità nel 1698, e due anni dopo, rimasto vedovo, ne sposò la madre, Francesca Gommi. Essendo Carlo Maratta uno dei più famosi e ricchi pittori della scuola Barocca di Roma, Faustina ebbe la possibilità di vivere in un ambiente lussuoso e di studiare, fin da giovanissima, poesia, musica e disegno, nella cornice dell'alta società romana.
La sua splendente bellezza, unita ad una grande virtù e ad un animo nobile, che le fece produrre dei componimenti poetici perfetti, fecero si che questa poetessa venisse celebrata da molti scrittori, a lei contemporanei. Le stesse doti che la resero amata ed adulata, però, le causarono una terribile sventura.
Il giovane duca Giangiorgio Sforza Cesarini, infatti, si infatuò di Faustina, ma una volta rifiutato, poiché Faustina, per motivi di ceto sociale, non poteva aspirare alle nozze con il giovane duca, decise di vendicarsi. Nel 1703, Giangiorgio, aiutato da alcuni giovani, tentò di rapire Faustina, mentre questa stava uscendo con la madre ed alcune domestiche. La ragazza si dimenò con tutta la sua forza, riuscì a sottrarsi all'agguato e a scappare, liberandosi solo con qualche ferita.
Il duca, resosi conto dei suoi atti, fuggì da Roma, rifugiandosi prima a Napoli, poi in Spagna, dove morì nel 1719. Un tribunale romano condannò il malfattore, e Faustina divenne una specie di eroina romantica, aumentando la sua già grande popolarità.
L'anno seguente, fu accolta nell'Accademia dell'Arcadia, e ricevette il nome di Aglauro Cidonia. In questo ambiente, la giovane poetessa ebbe la possibilità di incontrare le più importanti figure del panorama culturale del suo tempo. Li conobbe Giovambattista Felice Zappi, un avvocato di successo di Imola, che Faustina sposò, nel 1705.
Nella loro residenza estiva di Albano, i coniugi Zappi ospitavano gli intellettuali romani del tempo, poeti, artisti e musicisti come Scarlatti e Händel, e Faustina visse un periodo di intesa felicità, che, però, si interruppe bruscamente nel 1719, con la morte del marito.
Una volta vedova, decise di non risposarsi, e nel 1728 la sua vita fu scossa da un procedimento penale. Un giovane di nome Francesco la citò in giudizio, dichiarando di essere un suo figlio naturale. Faustina spese tutte le sue risorse vitali per discolparsi dall'accusa, e quando finalmente riuscì a provare la sua estraneità al fatto, morì.

 


 
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