cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

GINA LAGORIO


(1930)

Nata in Piemonte, a Brà, vicino Cuneo, è legata alla sua terra da tutta la vita. Nelle sue opere, emergono i paesaggi piemontesi sullo sfondo della tenuta di famiglia, che le comunicarono una sensibilità particolare.
Tra gli elementi che hanno influenzato il suo stile, una rilevanza particolare va data anche agli scrittori Pavese e Fenoglio, per il Piemonte, e Barile e Sarbaro, per la Liguria.
Figlia unica, Gina, sviluppò una passione per la lettura e la scrittura, e si laureò in Letteratura Inglese all'Università di Torino. Collaborò con molti giornali, ed iniziò la sua carriera da scrittrice verso i trent'anni, con Un ciclone chiamato Titti, del 1969, dedicato a sua figlia. Questo periodo finì con la morte del marito, per cui scrisse Approssimato per difetto (1971).
Nel 1974, si stabilì a Milano, attratta dalla vita culturale della città, e li intraprese la carriera politica, battendosi per i diritti delle donne. Nel 1987, fu eletta al Parlamento, in una lista indipendente di Sinistra. Nel suo romanzo più recente, Tra le mura stellate (1991), espresse il suo desiderio di tornare a Cherasco, nel suo amato Piemonte, e nel 1997 ha pubblicato il saggio Inventario.

 
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