MONICA VITTI
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

MONICA VITTI

MONICA VITTI (1931) Nome d'arte di Maria Luisa Ceciarelli (Roma 1931).


(1931)

Nome d'arte di Maria Luisa Ceciarelli (Roma 1931).
Diplomatasi nel 1953 all'Accademia d'Arte Drammatica, si mise in luce nel 1956 come briosa interprete teatrale in Sei storie da ricordare e nel 1959 in Capricci di Marianna. Tornò sul palcoscenico nel 1964 con Dopo la caduta di A. Miller.
Nel cinema, dove esordì con il modesto Le dritte (1959), fu decisivo l'incontro con il regista Antonioni di cui fu l'interprete e ispiratrice per quella che si può definire come la tetralogia sulla crisi dei sentimenti L'Avventura (1960), La notte (1961), L'eclisse (1961- 1962), Il deserto rosso (1964).
Con gli altri registi, poi, sfruttò la sua vena comico-grottesca diventando la più popolare attrice "brillante" del cinema italiano degli anni '60: Alta infedeltà (F. Rossi, 1963), Le bambole (D. Risi, 1965), Modesty Blaise (J. Losey, 1966).
Collegata, invece, al suo periodo intimista e drammatico è stata l'interpretazione data in La pacifista (1970) di M. Jancsò, ma successivamente ha interpretato ruoli comici evasivi, con Luciano Salce (Ti ho sposato per allegria, 1967; L'anitra all'arancia, 1975), Mario Monicelli (La ragazza con la pistola, 1968; Camera d'albergo, 1981), Ettore Scola (Dramma della gelosia - tutti i particolari in cronaca, 1970), M. Fondato (Ninì Tirabusciò, 1970; A mezzanotte va la ronda del piacere, 1975), Franco Giraldi (La supertestimone, 1971), C. De Palma (Teresa la ladra, 1973), A. Sordi (Polvere di stelle, 1973), F. Rossi (L'altra metà del cielo, 1977), Steno (Amori miei, 1978; Tango della gelosia, 1981).
E' tornata ad interpretare un ruolo drammatico nel 1980 con Il mistero di Oberwald di Michelangelo Antonioni.
Negli ultimi anni, oltre a continuare la partecipazione a film, come interprete e produttore (Flirt, 1983, e Francesca è mia, 1986 di F. Rosi), ha riscosso i maggiori successi sulle scene teatrali, nei ruoli brillanti a lei congeniali, con la versione al femminile di La strana coppia, di N. Simon (1987) e Prima pagina di B. Hecht e C. MacArthur (1988).
Nel 1990 ha debuttato nella regia cinematografica con Scandalo segreto, di cui è stata anche interprete, grazie al quale vince il Globo d'oro sia come attrice sia come regista.
Nel 1993 ha pubblicato la sua autobiografia dal titolo Sette sottane.
Nel 1995 le viene assegnato il Leone d'Oro al Festival del Cinema di Venezia.

 

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