DONNE E LAVORO
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10 Ottobre 2009 amministratore

DONNE E LAVORO

Le donne e la flessibilità Nonostante le difficoltà, che nonostante tutto permangono, di riuscire a trovare un lavoro in grado di garantire un'indipendenza

Le donne e la flessibilità

Nonostante le difficoltà, che nonostante tutto permangono, di riuscire a trovare un lavoro in grado di garantire un'indipendenza che non sia solo sussistenza, le donne italiane ed europee si sono adeguate con rapidità alle nuove proposte del mercato, mostrando di apprezzare queste forme di lavoro prima sconosciute che sembrano invece venire incontro ai tempi ed alle esigenze delle donne.
Il tema della flessibilità assume una rilevanza particolare in riferimento alle donne nel mercato del lavoro. Le diverse forme di lavoro atipico, infatti, hanno attratto moltissimo le lavoratrici, soprattutto le giovani donne che si inseriscono per la prima volta nel mondo del lavoro.
In relazione alle diverse risoluzioni del Consiglio Europeo ed alle raccomandazioni del Parlamento Europeo (molte delle quali legate all'attuazione della piattaforma di Pechino), il governo italiano ha individuato nella flessibilità uno degli strumenti principali per favorire l'ingresso delle donne nel mercato del lavoro. Da più parti, infatti, si è ritenuto che l'assenza di forti vincoli contrattuali e tempi più flessibili (caratteristiche del lavoro atipico) costituissero un incentivo ed una facilitazione per le donne, consentendo loro di occuparsi anche della famiglia. Dati alla mano, è vero: sono proprio le donne le maggiori fruitrici dei contratti atipici. Ma è una libera scelta o una direzione obbligata? Non si può negare, infatti, che qualsiasi lavoratrice ( o lavoratore) in una posizione precaria accetterebbe di buon grado un contratto a tempo indeterminato, soprattutto quando nel progetto di vita individuale è contemplata la formazione di una famiglia.
Nelle motivazioni che spingono una donna verso forme di lavoro più flessibili confluiscono vari fattori esterni ed interni, ma non va sottovalutata la difficoltà che una donna tutt'oggi incontra, per accedere a professioni più qualificate, più riconosciute e remunerate.
Nei Paesi dell'UE, le donne in media guadagnano meno degli uomini ed i settori caratterizzati da una forte presenza femminile sono quelli con i salari più bassi, soprattutto nel settore privato.
E non è raro, inoltre, che una donna svolga un lavoro inferiore alla sua qualifica professionale, in genere molto alta.

 

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