DONNE E LAVORO
Le donne e la flessibilità
Nonostante le difficoltà, che nonostante
tutto permangono, di riuscire a trovare un lavoro in grado di garantire
un'indipendenza che non sia solo sussistenza, le donne italiane ed europee
si sono adeguate con rapidità alle nuove proposte del mercato,
mostrando di apprezzare queste forme di lavoro prima sconosciute che
sembrano invece venire incontro ai tempi ed alle esigenze delle donne.
Il tema della flessibilità assume una rilevanza particolare in
riferimento alle donne nel mercato del lavoro. Le diverse forme di lavoro
atipico, infatti, hanno attratto moltissimo le lavoratrici, soprattutto
le giovani donne che si inseriscono per la prima volta nel mondo del
lavoro.
In relazione alle diverse risoluzioni del Consiglio Europeo ed alle
raccomandazioni del Parlamento Europeo (molte delle quali legate all'attuazione
della piattaforma di Pechino), il governo italiano ha individuato nella
flessibilità uno degli strumenti principali per favorire l'ingresso
delle donne nel mercato del lavoro. Da più parti, infatti, si
è ritenuto che l'assenza di forti vincoli contrattuali e tempi
più flessibili (caratteristiche del lavoro atipico) costituissero
un incentivo ed una facilitazione per le donne, consentendo loro di
occuparsi anche della famiglia. Dati alla mano, è vero: sono
proprio le donne le maggiori fruitrici dei contratti atipici. Ma è
una libera scelta o una direzione obbligata? Non si può negare,
infatti, che qualsiasi lavoratrice ( o lavoratore) in una posizione
precaria accetterebbe di buon grado un contratto a tempo indeterminato,
soprattutto quando nel progetto di vita individuale è contemplata
la formazione di una famiglia.
Nelle motivazioni che spingono una donna verso forme di lavoro più
flessibili confluiscono vari fattori esterni ed interni, ma non va sottovalutata
la difficoltà che una donna tutt'oggi incontra, per accedere
a professioni più qualificate, più riconosciute e remunerate.
Nei Paesi dell'UE, le donne in media guadagnano meno degli uomini ed
i settori caratterizzati da una forte presenza femminile sono quelli
con i salari più bassi, soprattutto nel settore privato.
E non è raro, inoltre, che una donna svolga un lavoro inferiore
alla sua qualifica professionale, in genere molto alta.