DONNE E LAVORO
La flessibilità
Il mercato del lavoro
italiano ed europeo sta cambiando nella sua composizione e nelle sue
dinamiche interne.
Oggi, le donne sono parte integrante della forza occupazionale (45%
della popolazione attiva in Europa), ma anche di quella disoccupata.
Rispetto a due decenni fa, la ricerca di un posto di lavoro, le qualifiche
e le tipologie contrattuali sono molto diverse. Soprattutto per quanto
riguarda i Paesi dell'Unione Europea, si è registrata un'assoluta
incapacità del mercato di creare le condizioni ottimali per impiegare
i numerosi giovani che ogni anno al termine degli studi cercano di entrare
nel mondo del lavoro. Per diversi motivi, sono venute meno le condizioni
per una domanda di lavoro adeguata all'offerta sia dal punto di vista
quantitativo che qualitativo.
La situazione in Italia presenta delle sfaccettature ulteriori. La crisi
dello Stato Sociale, la ristrutturazione della burocrazie e dell'amministrazione
pubblica e la progressiva privatizzazione di molti Enti e Società
Parastatali hanno provocato un ampio vuoto occupazionale.
Le migliori condizioni fiscali ed il basso costo della manodopera nei
Paesi dell'Est europeo hanno inoltre spinto molti imprenditori italiani
a spostare le proprie attività in queste aree, chiudendo fabbriche
ed aziende.
Tutti fattori questi che hanno causato la diminuzione della domanda
di lavoro sia nel settore pubblico che nel privato.
Allo stesso tempo però,
si sono presentate nuove esigenze di carattere produttivo e organizzativo
legate alla crescente informatizzazione della società, alla globalizzazione
dei mercati, alla nascita dell'Euro, all'incremento della domanda di
servizi da parte dei cittadini.
Questi sono stati, e lo sono tuttora, i presupposti per una evoluzione
dello Stato e dell'economia dei Paesi occidentali (Europa e Stati Uniti)
verso forme più fluttuanti ed, allo stato dei fatti, più
precarie.
La rapidità delle innovazioni scientifiche e tecnologiche influenza
sempre di più ogni aspetto della vita di una Nazione. Le vie
di comunicazione sono sempre più veloci e la multimedialità
in particolare rappresenta la vera rivoluzione di questi anni.
Non solo. La riduzione dell'impegno diretto dello Stato nel sociale
ha fatto sì che fiorissero una serie di associazioni in gran
parte sostenute dal volontariato in grado di fornire quei servizi alla
persona, che attualmente lo Stato non è in grado di assicurare
né quantitativamente, né qualitativamente.
Questa precarietà dei mercati si riflette anche sulle opportunità
lavorative, con particolare riferimento ai giovani e alle donne. Di
fronte a questa realtà, economisti e politici hanno cercato di
trovare delle risposte e delle soluzioni adeguate ad arginare il fenomeno
della disoccupazione. Ovunque la risposta è stata sempre la stessa:
fine del posto fisso, flessibilità e mobilità occupazionale.
In questo contesto, la flessibilità assume un notevole rilievo.
Infatti, le possibilità di trovare un'occupazione (prevalentemente
atipica) sono strettamente legate alla "flessibilità"
delle competenze ed all'adattabilità individuale verso diversi
tipi di mansione. Poiché, infatti, è sempre più
difficile trovare un lavoro a tempo indeterminato, occorre prepararsi
psicologicamente a rivestire molteplici ruoli, l'uno distinto dall'altro.
Queste conoscenze pratiche però non bastano, devono essere accompagnate
da una formazione permanente del lavoratore/trice.
Cambiamenti comunque, che non si sono ancora delineati con precisione
e pertanto rimane difficile creare saldi presupposti, in grado di offrire
posizioni professionali dotate di un certo grado di sicurezza.