DONNE E LAVORO
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10 Ottobre 2009 amministratore

DONNE E LAVORO

La flessibilità Il mercato del lavoro italiano ed europeo sta cambiando nella sua composizione e nelle sue dinamiche interne.

La flessibilità

Il mercato del lavoro italiano ed europeo sta cambiando nella sua composizione e nelle sue dinamiche interne.
Oggi, le donne sono parte integrante della forza occupazionale (45% della popolazione attiva in Europa), ma anche di quella disoccupata.
Rispetto a due decenni fa, la ricerca di un posto di lavoro, le qualifiche e le tipologie contrattuali sono molto diverse. Soprattutto per quanto riguarda i Paesi dell'Unione Europea, si è registrata un'assoluta incapacità del mercato di creare le condizioni ottimali per impiegare i numerosi giovani che ogni anno al termine degli studi cercano di entrare nel mondo del lavoro. Per diversi motivi, sono venute meno le condizioni per una domanda di lavoro adeguata all'offerta sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
La situazione in Italia presenta delle sfaccettature ulteriori. La crisi dello Stato Sociale, la ristrutturazione della burocrazie e dell'amministrazione pubblica e la progressiva privatizzazione di molti Enti e Società Parastatali hanno provocato un ampio vuoto occupazionale.
Le migliori condizioni fiscali ed il basso costo della manodopera nei Paesi dell'Est europeo hanno inoltre spinto molti imprenditori italiani a spostare le proprie attività in queste aree, chiudendo fabbriche ed aziende.
Tutti fattori questi che hanno causato la diminuzione della domanda di lavoro sia nel settore pubblico che nel privato.

Allo stesso tempo però, si sono presentate nuove esigenze di carattere produttivo e organizzativo legate alla crescente informatizzazione della società, alla globalizzazione dei mercati, alla nascita dell'Euro, all'incremento della domanda di servizi da parte dei cittadini.
Questi sono stati, e lo sono tuttora, i presupposti per una evoluzione dello Stato e dell'economia dei Paesi occidentali (Europa e Stati Uniti) verso forme più fluttuanti ed, allo stato dei fatti, più precarie.
La rapidità delle innovazioni scientifiche e tecnologiche influenza sempre di più ogni aspetto della vita di una Nazione. Le vie di comunicazione sono sempre più veloci e la multimedialità in particolare rappresenta la vera rivoluzione di questi anni.
Non solo. La riduzione dell'impegno diretto dello Stato nel sociale ha fatto sì che fiorissero una serie di associazioni in gran parte sostenute dal volontariato in grado di fornire quei servizi alla persona, che attualmente lo Stato non è in grado di assicurare né quantitativamente, né qualitativamente.
Questa precarietà dei mercati si riflette anche sulle opportunità lavorative, con particolare riferimento ai giovani e alle donne. Di fronte a questa realtà, economisti e politici hanno cercato di trovare delle risposte e delle soluzioni adeguate ad arginare il fenomeno della disoccupazione. Ovunque la risposta è stata sempre la stessa: fine del posto fisso, flessibilità e mobilità occupazionale.
In questo contesto, la flessibilità assume un notevole rilievo. Infatti, le possibilità di trovare un'occupazione (prevalentemente atipica) sono strettamente legate alla "flessibilità" delle competenze ed all'adattabilità individuale verso diversi tipi di mansione. Poiché, infatti, è sempre più difficile trovare un lavoro a tempo indeterminato, occorre prepararsi psicologicamente a rivestire molteplici ruoli, l'uno distinto dall'altro. Queste conoscenze pratiche però non bastano, devono essere accompagnate da una formazione permanente del lavoratore/trice.
Cambiamenti comunque, che non si sono ancora delineati con precisione e pertanto rimane difficile creare saldi presupposti, in grado di offrire posizioni professionali dotate di un certo grado di sicurezza.

 

 

 

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