cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

DONNE E LAVORO

Le risorse per mettersi in proprio

Molte donne intraprendono la strada della libera professione, per poter disporre più liberamente del proprio tempo, per non incorrere negli inconvenienti sopra citati, senza rinunciare alla propria realizzazione professionale.
Purtroppo, anche nel "mettersi in proprio", le donne incontrano più difficoltà del dovuto, soprattutto quando non hanno a disposizione le risorse necessarie, per avviare un'attività imprenditoriale.
In questo caso, gli istituiti creditizi sono l'unica soluzione, per il reperimento di finanziamenti. Il mondo dell'imprenditoria italiana ha più volte ripetuto che la richiesta di un prestito, o di un mutuo viene difficilmente esaudita. Queste difficoltà si moltiplicano, quando una donna cerca di ottenere un finanziamento, per mettersi in proprio. Infatti, nei confronti delle donne c'è ancora molta diffidenza nel mondo degli affari, e soprattutto nel mondo finanziario.
Nella ricerca "Le leve del 2000", quasi tutte le imprenditrici intervistate hanno denunciato questa situazione.
Il Parlamento, in parte, ha preso atto di questa realtà ed ha varato una serie di misure, che incentivano l'imprenditoria giovanile, ed in particolar modo l'imprenditoria femminile promulgando, ad esempio, la legge 215/9. Attraverso questo provvedimento, si è agevolato l'accesso alla formazione professionale imprenditoriale, soprattutto in vista della riqualificazione professionale femminile. Tuttavia, è emerso dai risultati del questionario "Donne ed Elezioni Europee", per iniziativa della Consulta Femminile Regionale del Lazio, che occorre elaborare ulteriori strumenti, per dare un maggiore sostegno all'imprenditorialità femminile. In realtà ci sono moltissime imprenditrici di successo in Italia, ma la maggior parte di esse gestiscono e/o dirigono aziende di famiglia.
Il vero ostacolo all'imprenditoria femminile è per coloro che intendono creare ex novo un'attività. In questo caso infatti, è molto più difficile per una giovane imprenditrice (che per un giovane imprenditore) acquisire un prestito, contattare fornitori e consulenti. Le condizioni difficili dell'economia italiana accentuano ancora di più questi problemi: la soluzione, pertanto, richiede un intervento multidirezionale, volto da un lato a semplificare le procedure amministrative e burocratiche, incrementare i servizi e dall'altro a promuovere delle iniziative specifiche per le donne, che decidono di avviare un'attività imprenditoriale.
Molti dei problemi sopra elencati potrebbero trovare una via d'uscita attraverso la creazione di una rete informativa di donne ed inserendo, a parità di merito con i colleghi, più donne nei luoghi decisionali.
A livello europeo, la maggior parte dei fondi strutturali sono destinati a sostenere e finanziare l'imprenditoria femminile e le azioni positive nei confronti delle donne. Tuttavia, anche in questo caso, non si tratta di provvedimenti risolutivi. Infatti, nelle aree più svantaggiate della nostra penisola e dell'Unione Europea queste iniziative non hanno una grande risonanza, poiché sono ostacolate dal fattore culturale.
Si tratta, naturalmente, di iniziative molto importanti, che forniscono alle donne una base giuridica, che sostenga i loro progetti, e soprattutto tuteli i loro diritti. Inoltre molti governi dei Paesi dell'Europa Nord Occidentale sono stati messi in atto dei provvedimenti, che hanno influito moltissimo sul peso delle donne nel loro contesto sociale, soprattutto a livello decisionale. Ciò può costituire allo stesso tempo un punto di riferimento ed un esempio positivo, per l'elaborazione in Italia (e nell'Unione Europea) di soluzioni adeguate e durature di tipo giuridico e non.

 

 
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