lavoro
10 Ottobre 2009 amministratore

DONNE E LAVORO

I lavoratori subordinati

Secondo l'art. 48 dei Trattati di Roma, " il cittadino europeo ha diritto alla parità di trattamento", può, quindi, rispondere alle offerte di lavoro, spostarsi liberamente nei Paesi membri (diritto di stabilimento), stabilirsi in uno dei Paesi membri, per svolgere un'attività di lavoro, in conformità con le leggi dei lavoratori dello Stato ospite. Il diritto di stabilimento è esteso anche alla famiglia del lavoratore.
Il contratto collettivo di lavoro è valido anche nei confronti di un cittadino europeo di un altro Stato membro. Sono, quindi, riconosciuti e garantiti: la qualifica professionale, la retribuzione, le condizioni di licenziamento, lo svolgimento delle attività sindacali, il voto e la rappresentanza negli organismi dell'azienda.
Sono inoltre riconosciuti i benefici, derivanti dalle disposizioni della sicurezza sociale. Coloro, che ne possono godere, devono essere cittadini di uno Stato membro della Comunità ( o dello Spazio economico europeo, SEE) ed essere assicurati, in base alle norme di in uno di questi Stati.
Ricordiamo che si è assicurati nel Paese, in cui si lavora, oppure dove si svolge la maggior parte della propria attività professionale.
Sono previste delle limitazioni al diritto di stabilimento, le cosiddette: "riserve di sovranità" (gli spazi, che il diritto comunitario lascia alle giurisdizioni nazionali). I casi, in cui si prevede, che non possa essere applicato questo diritto sono i seguenti: tutela dell'ordine pubblico, tutela della pubblica sicurezza, tutela della sanità pubblica. Inoltre, nella Pubblica Amministrazione, non è applicabile il diritto di stabilimento.

I lavoratori autonomi

I lavoratori autonomi godono degli stessi diritti, garantiti dallo Stato membro, in cui decidono di stabilirsi.
Questa definizione è applicabile alle attività non salariate, e al loro esercizio, alla costituzione ed alla gestione di imprese e società, alla prestazione di servizi a carattere temporaneo, nel Paese ove la prestazione è fornita (ad esempio, i consulenti bancari).
L'esercizio di un'attività professionale autonoma è vincolato al possesso di un titolo, che certifichi l'idoneità allo svolgimento di un determinata professione. Stabilire di principio la rimozione di ogni discriminazione basta sulla nazionalità, quindi, non è sufficiente alla effettiva attuazione di tale diritto. E', altresì, necessario porre in atto un sistema di mutuo riconoscimento dei titoli professionali.

 

 
Joomla SEO powered by JoomSEF
Login Area

Newsletter

Iscriviti gratis riceverai così le notizie di ItaliaDonna via e-mail:
News Ricette



Chiudi